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Amsterdam, disastro perquisizioni preventive: la polizia ha violato il regolamento

La polizia ha commesso errori con le perquisizioni preventive: otto controlli alla ricerca di armi sono stati effettuati fuori dall’area designata e in un caso, gli agenti avrebbero fatto irruzione in un centro giovanile a Nieuw-West, nonostante il regolamento dello “stop and search” non lo consentisse. Dopo questi incidenti, la sindaca Femke Halsema ha deciso di sospendere il procedimento per la perquisizione preventiva,  avviando un’indagine.

In una lettera al consiglio comunale, la sindaca ha ricordato che il 10 novembre, giorno in cui è stato controllato anche il centro giovanile, sono state effettuate altre sei perquisizioni al di fuori delle aree designate. Nella stessa giornata sono stati effettuati anche dieci ‘controlli interni’, cosa non consentita dal regolamento. Ad esempio, sono stati perquisiti tutti gli occupanti di un autobus GVB mentre il giorno successivo, i controlli a tappeto sono stati effettuati a Weesp, fuori dalle aree “pericolose designate”.

Secondo Halsema, le cose sono andate male a causa di un briefing svolto male: gli agenti pensavano di poter perquisire tutti, a patto che il controllo fosse a tappeto e non escludesse alcuna categoria.

All’inizio del test, il Consiglio comunale, che non era riuscito a fermare l’introduzione dello stop and search, aveva ottenuto dalla sindaca che un osservatore esterno potesse seguire gli agenti per monitorare che la polizia non effettuasse profilazione etnica.

Tale studio ha dimostrato che i giovani di età compresa tra i 25 e i 30 anni sono stati “selezionati in modo sproporzionato”. Oltre ai controlli del 10 novembre, sono state effettuate perquisizioni anche il 7, 13, 27 e 30 ottobre.   

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