Angela Huster, CC0, via Wikimedia Commons

La tempistica del comunicato stampa non è stata delle migliori, scrive AT5: il D66, il partito liberale al governo della città di Amsterdam, aveva proposto poche ore prima del lockdown “tolleranza per il glühwein”, che dalla chiusura dei locali non è più consentito vendere in strada.

“Una bella tazza di vin brulè per strada per riscaldarti durante la tua passeggiata oppure a una vera e propria passeggiata da un caffè all’altro, dovrebbe essere possibile”, aveva pensato il D66 secondo il racconto di AT5. Poi ha cambiato idea: l’impatto sull’emergenza sarebbe stato pure minimo ma come si fa a proporre una “politica di tolleranza sul vin brulé”, come avrebbe voluto l’assessora Marijn Bosman, a poche ore dall’annuncio del lockdown?

Non si fa. E così, appena pubblicato il comunicato stampa che annunciava l’iniziativa presa dall’assessora, a nome del suo partito, ecco la marcia indietro, dice AT5: è stato un errore, dice il D66, e almeno quest’anno, il vin brulè andrà bevuto a casa.