L’ampio stock di “case sociali produce un effetto asociale” dice il capogruppo del D66 al consiglio comunale di Amsterdam Reinier van Dantzig al quotidiano NRC, parlando del programma elettorale dei liberali per le prossime elezioni comunali.

Il mercato immobiliare sarà il tema centrale delle elezioni di marzo e su questo le differenze tra i partiti sono piuttosto marcate: se il VVD, il partito di Mark Rutte -ora in coalizione con Socialisti e D66 alla guida della capitale- ritiene che le case popolari vadano messe sul mercato e una quota del 20% sia più che sufficiente, l’SP ha governato la capitale negli ultimi 5 anni cercando di mantenere il generoso stock di alloggi affittati a meno di 710e al mese, riuscendo a tenerlo fermo ad una quota del 57% del totale.

Il D66 ha una posizione intermedia: ricchi e poveri hanno possibilità ad Amsterdam, la classe media no. Il programma del partito mira a promuovere alloggi per le fasce medie, con appartamenti il cui affitto è fino a 1000e al mese.

 

 

Per D66 il 30% di case popolari sarebbe la percentuale ottimale e lamenta l’atteggiamento del partner socialista di governo, nella giunta della capitale, che lavorando per preservare lo stock di case popolari avrebbe bloccato -negli ultimi anni- i progetti di apertura del mercato immobiliare cittadino. Gli alloggi sociali, dice, sarebbero asociali perchè discriminano la classe media.

Sociale per il D66 vuol dire le stesse opportunità per tutti, ricchi e poveri. Come se a fare la differenza non fosse proprio il reddito.