The Netherlands, an outsider's view.

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Amsterdam: bar chiusi ma il 60% dei contagiati covid non viene tracciato

I funzionari del consiglio sanitario locale hanno chiuso tre caffè ad Amsterdam a causa del coronavirus, ma nel 60% dei test positivi la fonte del contagio non è stata ancora identificata, mostrano i dati del RIVM.

Due caffetterie si sono rivelate potenziali fonti di contagio, mentre nell’altro bar perché un membro del personale ha continuato a lavorare pur avendo i sintomi tipici del Covid19.

Amsterdam e Rotterdam sono attualmente i due principali centri di contagio dei Paesi Bassi ed entrambe le città hanno in programma di rendere obbligatoria la mascherina facciale nelle aree affollate, a partire dalla prossima settimana.

I funzionari temono però che le celebrazioni dell’Eid tra la comunità musulmana di questo fine settimana possa causare un aumento dei contagi. Il sindaco di Rotterdam, Ahmed Aboutaled, ha esortato le persone a rimanere a casa e a celebrare con gruppi più piccoli.

Altri focolai locale sono stati tracciati in vari bar, tra cui 23 contagi provenivano da una caffetteria a Hillegom, a sud di Haarlem, e da una riunione studentesca a Rotterdam.

I funzionari di Utrecht hanno multato il proprietario di un caffè dopo che otto clienti hanno contratto il coronavirus, dopo la consumazione sul posto di alcuni drink.

Il danno può essere limitato

Finora sono stati identificati 133 focolai, secondo i dati citati da Trouw. Il numero di contagi  da coronavirus nei Paesi Bassi potrebbe aumentare – visto l’aumento a 388 casi registrati solo venerdì.

Nonostante ciò non c’è motivo di farsi prendere dal panico, ha dichiarato Diederi Gommers, capo dell’associazione olandese di terapia intensiva, in un’intervista con AD. I ricoveri in ospedale sono bassi e ci sono poche persone in terapia intensiva, ha riferito Gommers al giornale.

“Se i giovani (che si sono dimostrati positivi in numero maggiore) si tengono alla larga dai loro genitori e nonni, il danno può essere limitato”, ha detto Gommers. “Nei Paesi Bassi abbiamo avuto da 50 a 100 nuovi contagi al giorno e dovremmo vederlo come una costante”, ha dichiarato.

“Ora abbiamo nuovi focolai, grazie e feste, barbecue, eventi studenteschi ed incontri religiosi. Tutte queste potenziali fonti di contagio devono essere ricercate e tenute sotto osservazione”.

Nessuna fonte

Secondo ministri ed esperti del governo, la maggior parte dei contagi può essere ricondotta a riunioni private con amici e familiari. Tuttavia nel 60% dei test positivi la fonte del contagio non è stata ancora identificata, mostrano i dati dell’ Istituto di Sanità Pubblica RIVM.

Le statistiche mostrano che la fonte originale che causa il contagio è spesso sconosciuta.

 

 

 

 

 

 

“Se qualcuno viene trovato positivo oggi e ha viaggiato in treno nelle ultime due settimana, è stato al supemercato, o ha visitato suo fratello, è veramente difficile tracciarne la fonte”, ha detto l’epidemiologo Amrish Baidjoe a Trouw.

Test difficili da ottenere

La scorsa settimana Baidjoe, molto critico verso la posizione del governo olandese sulle mascherine, ha invitato il governo a investire di più per tracciare le potenziali fonti di contagio: ha affermato che è “completamente inaccettabile” che possano essere necessari fino a 6 giorni per capire e contattare la fonte  dopo un risultato positivo del test.

Il centro per i test NRC sottolinea inoltre che la facilità con cui si ottiene facilmente un test varia enormemente a livello nazionale. A Groningen e in alcune parti del Brabante occidentale ad esempio le persone devono guidare più di 30 minuti per raggiungere una delle sedi “drive-in” per i test messi a disposizione del governo. Ma mentre Groningen ha relativamente pochi casi di coronavirus, il Brabante occidentale è crcondato da tre nuovi focolai: Rotterdam, Goes (Zeeland) e Anversa.

Le lunghe distanze – e la mancanza di accesso per le persone che non possiedono un mezzo – fanno sì che più cittadini devono chiedere il test ai loro medici di famiglia, ha detto la NRC.