La stagione dei festival è ai nastri di partenza e questo ad Amsterdam significa riapertura del conflitto tra sostenitori e detrattori delle centinaia di eventi che riempiono la capitale nel periodo primavera-estate.

Negli ultimi anni il conflitto ha raggiunto picchi inediti e la politica duella a colpi di dichiarazioni e annunci. Agli estremi il liberale D66 che chiede meno regole e più opportunità, dall’altra il Partito per gli Animali in prima fila per limitare il numero di eventi.

Dal maggio dello scorso anno sono stati creati 66 “profili di localizzazione”: vengono stabilite le condizioni per ogni area, ad esempio il numero di eventi e giorni di eventi consentiti, il disturbo acustico per evento e il numero di giorni consentiti per montaggio e smontaggio.

L’idea è un massimo di tre festival principali l’anno per sede. Il tuo festival non soddisfa i ‘locatieprofielen’? Niente permesso. Il 2018 era considerato una fase di transizione ma ora si fa sul serio.

La prima doccia fredda è arrivata la scorsa settimana: l’Amsterdams Verbond, nonostante 15.000 biglietti venduti, ha ricevuto il niet solo tre settimane prima dell’evento. L’organizzazione ha lanciato una petizione e all’ultimo momento, grazie a modifiche concordate con il comune, è arrivato il si.

Su tutte le furie Johnas van Lammeren, leader del Partito per gli Animali (PvdD) che non è d’accordo con quello che è successo la scorsa settimana. “Invece di prendere posizione e dire che ci sono troppi festival in città, il sindaco Halsema dice che stanno cercando una soluzione”. A Van Lammeren non piace affatto la politica attuale degli eventi e chiede soprattutto una drastica riduzione del numero di festival su aree verdi.

Per il leader ecologista, il comune non ha alcuna intenzione di ridurre i festival: rifiutare il permesso e ritornare sui propri passi solleva quesiti sul meccanismo elaborato dal comune.

Anche Vunzige Deuntjes potrebbe subire la stessa sorte ma se il D66 si lamenta per l’incertezza che l’attuale regolamentazione può provocare agli organizzatori, il Partio per gli Animali si lamenta per la stessa identica ragione ma pensando ai residenti.

La stagione passata, tra le altre cose, è stato molto criticato il periodo di “smontaggio” dei festival: parchi chiusi troppo a lungo per lo smantellamento e la pulizia dei parchi. Ad esempio, Sloterpark per Loveland è stato chiuso 16 giorni. E poi lamentele per il rumore a Westerpark da parte dei residenti.

La circoscrizione West ha quindi preso provvedimenti lo scorso mese e ha ridotto il numero di giorni per eventi importanti da dieci a otto. Per questo motivo il festival della tecnologia, The Next Web, si terrà altrove. Anche il numero di giorni per la costruzione e lo smantellamento è stato ridotto da dieci a otto. Il distretto di Nieuw-West prevede di chiudere Sloterpark per non più di dieci giorni quest’anno, ha detto un portavoce a AT5.

Per il D66 il settore degli eventi subisce troppe pressioni: secondo la consigliera Bosman, festival innovativi ed inclusivi non dovrebbero essere trattati con troppa severità da parte dell’amministrazione

Una valutazione della politica degli eventi seguirà alla fine di quest’anno. Intanto, la guerra è aperta.