di Massimiliano Sfregola

 

Mancano poco più di due settimane al voto e la campagna elettorale è di fatto già nel vivo. No, non parlo delle elezioni politiche italiane ma delle amministrative olandesi, per i residenti stranieri nei Paesi Bassi l’unico momento di partecipazione al processo democratico olandese.

E certamente non un appuntamento da poco: i gemeente, oltre 450, hanno acquisito negli ultimi anni un enorme peso politico e rappresentano certamente la forma di governo più vicina ai cittadini, a tutti i cittadini anche a quelli con passaporto diverso da quello dei Paesi Bassi.

Alle elezioni del 21marzo, quando  verranno scelti i consiglieri delle amministrazioni che guideranno le città fino al 2022, i non olandesi saranno più che mai: complice la buona congiuntura economica olandese il numero di stranieri nelle città ha subito una vera e propria impennata. 

Stando a dati ufficiali solo i cittadini UE sono 89mila ad Amsterdam, 59mila a l’Aja e 46mila a Rotterdam. Se esistesse un “partito degli europei” ad Amsterdam prenderebbe 6 seggi, a l’Aja ben 7 e a Rotterdam 4. A l’Aja il “partito degli expat” sarebbe -addirittuar- il primo.

Quest’anno, per la prima volta, le campagna elettorali internazionali, condotte fino al 2014 abbastanza in sordina, sono piuttosto evidenti. D66, VVD, Groenlinks ma anche laburisti, socialisti e persino i cristiano-democratici hanno preparato programmi in inglese e parteciperanno a dibattiti con stranieri. Un fermento simile non ha precedenti. E potrebbe avere conseguenze positive per tutti.

In Olanda la politica è presa seriamente e gli eletti sono molto più accessibili dei loro colleghi italiani, per questa ragione andare a votare il 21 marzo è un dovere civico ma soprattutto l’esercizio di un diritto che ha conseguenze nella vita quotidiana di chiunque vive in Olanda, che la scelta di restare sia a tempo determinato oppure senza scadenza.

I comuni, d’altronde, si occupano direttamente di alcune questioni chiave -soprattutto per gli stranieri-: alloggi, viabilità, ambiente, istruzione primaria e corsi di integrazione, arte e cultura sono materie di competenza esclusiva delle municipalità, per questa ragione è fondamentale votare e sapere chi si vota.

D’altronde per chi ha deciso di investire sull’Olanda, soprattutto su Amsterdam, partecipare attivamente ai dibattiti pubblici e cercare di influenzarli è fondamentale. La tragica questione immobiliare, lo sfruttamento del lavoro nell’horeca e tante altre questioni specifiche di chi vive da poco nei Paesi Bassi sono state aggravate, negli ultimi tempi, dall’assenza di stranieri e soprattutto europei nel dibattito pubblico. 

Il dibattito di questa sera al Mixtree di Lelylaan ad Amsterdam è stato pensato con l’idea di rappresentare il quadro politico in  maniera fedele: 2 candidati di partiti attualmente al governo della città (VVD e D66), due partiti attualmente all’opposizione (Groenlinks e Pvda) e infine  Bij1 e Denk, che i sondaggi danno come probabili new entry nel consiglio comunale della capitale.