Airbnb ha lanciato una controffensiava comunicativa per cercare di modificare la pessima reputazione di “rovina città” che si è tirata dietro negli ultimi tempi. Con una lettera (finta) firmata da una fantomatica scrittrice, Eva, nata e cresciuta in città, la società americana si rivolge agli abitanti della capitale: “Lieve Amsterdammer”, (“caro Amsterdammer”) comincia la missiva che si articola su un racconto della sua splendida esperienza come host del portale di flat sharing.

Un’inserzione a piena pagina è stata acquistata su diversi quotidiano, tra i quali De Volkskrant, come parte della campagna annunciata questa settimana. L’azienda è spesso considerata la causa principale dell’invasione turistica e della gentrificazione.

La scrittrice Eva, dal 2016 affitta attraverso Airbnb. “Da allora la nostra famiglia ha incontrato molte persone simpatiche e interessanti (…) Quando abbiamo iniziato, i nostri vicini avevano paura degli inconvenienti”.

Il leader dell’SP di Amsterdam, Erik Flentge, dice AT5, non è rimasto molto colpito dagli argomenti. E ha risposto, con ironia, a Eva:

“Cara Eva
all’inizio di Airbnb, doveva essere “sharing economy”.

Ma ora è chiaro a tutti il vero fine: le case vengono comprate per essere trasformat in hotel clandestini. Guarda cosa succede agli starters.

La città è sovraffollata. Gli amsterdammers vengono cacciati via. Dì un po’ Eva, avevi mai pensato a qualcosa di simile?”

Secondo Eva è triste che Airbnb venga accusato di tutti i problemi causati dal turismo. “Peccato che la gente pensi negativamente della app mentre io posso raccontare la mia esperienza positiva”, dice Eva, per concludere: “Spero di poter aiutare tutti a capire, con questa lettera, che le nostre case non hanno alcun legame con lo stereotipo diffuso dei disagi causati dai turisti”.