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Amsterdam, annuncio su FB “Affittasi camera, No Italians”. La rete scatenata. Groenlinks a 31mag: inaccettabile è discriminazione

Dietro al post nessun pregiudizio. Ma secondo Groenlinks annunci di questo tipo sono sempre più diffusi



di Nicolò Di Bernardo

 

Chi vive ad Amsterdam quando sente la parola “alloggio” trema: ovunque cambiare casa o trasferirsi in una nuova città è sinonimo di novità. Ovunque ma non nella capitale dove la ricerca di un alloggio puo’ diventare un vero e proprio calvario. 

L’offerta è così scarsa che il più delle volte anche chi arriva a visitare un posto si trova a competere con decine di potenziali inquilini, spesso finendo nel mucchio dei respinti. Non è una novità che negli annunci sui social si chiedano flatmates con particolari caratteristiche anagrafiche e vista la carenza cronica di camere e appartamenti a buon prezzo sale anche l’asticella dei requisiti minimi: solo donne, solo professionals, di una certa età, che parlino olandese, etc..

Abitare con persone compatibili è importante ma a volte la posta in palio sembrano le chiavi per il paradiso e non quelle di una camera.

A qualcuno però potrebbe essere capitato di percepire qualcosa di più dietro al no da parte di un landlord o di un inquilino, ossia  un rifiuto dettato da discriminazione basata sull’origine nazionale.

Se la discriminazione, il più delle volte, è nascosta dietro patinati messaggi di marketing social, un post che gira da qualche giorno non poteva essere più esplicito: cercasi inquilino “preferibilmente di sesso femminile, tra i 25 e i 30 anni.” ma assolutamente “NO ITALIANS”.

La reazioni infuriate non sono tardate ad arrivare: sfottò, ironia e qualche insulto hanno convinto l’autrice a modificare il messaggio. Ma ormai lo screenshot era stato condiviso e il post era già diventato virale.

 “Eccolo qui il razzismo in Olanda, ancora vivo e vegeto”, scrive qualcuno mentre i post sorpresi ed indignati si moltiplicavano.

Recentemente ha fatto scalpore l’annuncio di un’agenzia immobiliare dove si affittava solo “a chi cucina all’occidentale”. E’ giusto, ma soprattutto legale, scegliere una coinquilina o un coinquilino escludendo a priori una nazionalità?

Abbiamo contattato la ragazza che ha difeso la sua scelta precisando come non fosse determinata da alcun pregiudizio nei confronti degli italiani. “Ma quale razzismo, il mio ragazzo è italiano. Però vogliamo creare un ambiente internazionale in casa, e i due con i quali già condivido l’appartamento sono abbastanza”, spiega a 31mag.

E ha aggiunto: “Ho cambiato il post perché il mio ragazzo mi ha detto che qualcuno avrebbe potuto considerarlo offensivo. Ma credo che la reazione sia stata esagerata. Dover continuare a dare spiegazioni per quel che ho scritto è soffiare sul fuoco inutilmente.” Sarà ma se da un lato è suo diritto scegliere con chi abitare, dall’altro escludere esplicitamente una comunità è discriminazione, quindi non è consentito dalla legge.

E al comune cosa ne pensano? Secondo Rutger Groot Wassink, capogruppo del Groenlinks al consiglio comunale di Amsterdam, gli annunci di stanze e appartamenti in cui si adottano criteri di selezione di questo tipo sono tanto comuni quanto inaccettabili.

E’ illegale stabilire requisiti di questo tipo e dire ‘questa nazionalità va bene, quest’altra no’. Probabilmente in questo caso le intenzioni della ragazza erano buone, ma semplicemente non si può fare” ha commentato. “E di casi così ce ne sono tanti: si è già sentito per esempio di annunci in cui si diceva a chi era indiano di non presentarsi. Presto chiederemo al consiglio comunale e al sindaco di indagare su quanto sia diffuso questo tipo di annunci, e di capire quanto in là si spingono le richieste dei landlord.”

Secondo Wassink è difficile intervenire direttamente su questo tipo di post. La soluzione al problema potrebbe però passare da misure più ampie in materia di housing. Questa selezione, dice ancora il consigliere rossoverde, è resa possibile anche dall’estremo squilibrio tra domanda e offerta nella capitale. “Di certo questi comportamenti sono sintomi della crisi abitativa ad Amsterdam. Sono così tanti a cercare alloggio in città che i proprietari si trovano in una posizione di potere, e possono davvero chiedere tutto quello che vogliono. Anche per questo stiamo cercando di fermare i tagli al social housing e di facilitare la costruzione di più alloggi.”






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