Al grido di #Blacklivesmatter, 5000 persone si sono “assembrate” ieri in piazza Dam per solidarietà nei confronti dei manifestanti negli Stati Uniti. Una protesta contro la cultura del razzismo sistemico nei Paesi Bassi.

A stupirsi più di tutti sono state le autorità, che si aspettavano non più di 500 persone. Più che per il potenziale violento, si sono dette preoccupate per i possibili svenimenti a causa della calura.

Tra le questioni sollevate dagli organizzatori, tra cui Jennifer Tosch, fondatrice del Black Heritage Tours  e Mitchell Esajas, del New Urban Collective, è stato citato più volte il ruolo di Zwarte Piet nella società olandese, considerato un simbolo razzista dietro cui si nasconde un diffuso sistema di ingiustizia razziale che risale ai tempi del colonialismo.

Tosch ha chiarito che la protesta è pacifica, in contrasto con gli incidenti violenti che si sono verificati negli Stati Uniti nei giorni scorsi. Ma questo non suona certo come un’assoluzione: “Non sono qui per farvi sentire meglio e congratularvi con voi stessi perché nei Paesi Bassi stiamo lavorando meglio. C’è ancora tanto da fare anche qui”, ha detto manifestanti.

La manifestazione è iniziata intorno alle 17.00 ed è rimasta ordinata per tutta la sua durata. Gli organizzatori dell’evento hanno consigliato ai dimostranti di indossare le mascherine e di rispettare il distanziamento sociale, qualcosa di impossibile dato il gran numero di partecipanti.