La presenza dei figli di expats è talmente elevata nelle scuole di Amstelveen che, scrive il Parool lunedì, “presto ci saranno sempre meno bambini olandesi nelle classi”.

Nel 2008, i nuovi arrivati trasferitisi nei dintorni di Amsterdam erano 500, ora si parla di 13.000 l’anno. In una zona come Amstelveen  le scuole locali sono state “assalite” dai figli degli stranieri.

Non tutti gli expats, come afferma il giornale, guadagnerebbero a sufficienza per mandare i propri figli in costose scuole private, ciò significa per loro affidarsi al sistema statale.

Il giornale cita Frans Cornet, capo del gruppo scolastico Amstelwijs di Amstelveen che alla rivista online Naar School racconta: “Stiamo facendo del nostro meglio per integrare questi studenti nel gruppo classe, ma non ci sono le risorse. Ci sarebbe bisogno di insegnanti apposta da affiancare a questi bambini che spesso non parlano né olandese né inglese”

Non bastano i fondi del comune per corsi di lingua per soddisfare la domanda. Studenti indiani, giapponesi e americani vengono allora messi nelle classi regolari.

Il consiglio di Amstelveen si incontra regolarmente con le scuole locali per provare a risolverne il problema. Si sta anche pianificando per il 2019 di creare una scuola internazionale statale ad Amstelveen.

La ricerca fatta dal Gruppo Consultivo Comunitario Internazionale ha rilevato che più di sette expats su dieci, traferitisi nella zona di Amsterdam non ricevono nessun aiuto economico per iscrivere i propri figli alle scuole internazionali in cui le rette sono superiori ai € 15.000 l’anno.

Circa la metà dei genitori dell’indagine manda i propri figli in scuole olandesi e sette su dieci si dicono molto contenti della qualità dell’offerta educativa.

La politica del governo olandese attualmente si sta concentrando nella creazione di ulteriori scuole internazionali ad Amsterdam e all’Aja, ma si stanno anche adottando misure per rendere le scuole olandesi più internazionali.

“Nonostante le multinazionali beneficerebbero della spesa derivante dalla costruzione di altre scuole internazionali, noi siamo dell’idea che ci sarebbero enormi guadagni se il governo investisse anche nell’integrazione dei figli dei nuovi arrivati nel sistema scolastico olandese” dice Deborah Valentine, direttrice dell’organizzazione di volontariato ACCESS e membro del Gruppo Consultivo Internazionale.