Amnesty punta il dito contro l’Olanda, nel mirino la detenzione dei sans papier e il profiling etnico

La detenzione di illegali e il profiling etnico violano i diritti umani, avrebbe dichiarato Amnesty nel suo rapporto internazionale annuale. Un’intera pagina del documento di 409 pagine è dedicata ai Paesi Bassi.

Sono migliorate le cose rispetto a un anno fa? “La situazione è troppo complessa per  poter dare una risposta netta. Alcuni aspetti sono migliorati, altri sono praticamente invariati”, questa sarebbe stata la risposta del portavoce di Amnesty Nederland, Ruud Bosgraaf.

Su quali punti viene bocciata l’Olanda? Secondo Amnesty la detenzione dei profughi rimane per i Paesi Bassi un ‘pugno nell’occhio’. Il Tribunale Europeo ‘invita gli Stati membri a facilitare il ravvicinamento familiare e in particolare le relazioni dei genitori incarcerati con i figli, a meno che ciò sia in contrasto con l’interesse del bambino, predisponendo strutture di accoglienza la cui atmosfera sia diversa da quella dell’universo carcerario e che permettano attività comuni e un contatto affettivo adeguato atmosfera diversa da quella dell’universo carcerario’, ovvero condanna la detenzione di profughi in ambiente carcerario, eppure questo avviene in Olanda.  

Il portavoce di Amnesty Olanda Bosgraaf avrebbe commentato: “Ci sono alcuni miglioramenti: il numero dei detenuti è diminuito e c’è una proposta di legge sul tavolo per rendere la normativa più accettabile. Ciononostante l’Olanda ha ancora paura  di rinunciare alla detenzione degli illegali e di applicare le misure detentive solo in casi eccezionali, come quando c’è il sospetto di attività terroristiche”.

Un punto importantissimo e proprio ‘un pugno nell’occhio’ secondo Amnesty è la questione del profiling etnico. Sebbene il governo olandese formi il personale di polizia per rendere quest’ultimo più ‘consapevole’, mancherebbero le linee guida che aiutino ad evitare detenzioni discriminatorie.

Nel rapporto di Amnesty vengono anche nominati: il diritto alla privacy dei cittadini olandesi, messo a rischio dalle capacita ampliate dei servizi di intelligence e di sicurezza interna (AIVD) e militare (MIVD) olandesi; e la violazione di diritti umani ogni qualvolta l’Olanda espelle cittadini somali verso territori in cui è attivo il gruppo terroristico al-Shabaab.

“Il rapporto non rappresenta una lista esaustiva di tutto ciò che non va in Olanda”, avrebbe detto Bosgraaf. Infatti salta all’occhio che nel rapporto non si parli della situazione nei centri di accoglienza. Il Collegio dei Diritti Umani avrebbe scritto a febbraio che il centro di accoglienza di Nijmegen sarebbe dannoso per la sicurezza e la salute dei suoi abitanti. Bosgraaf: “Il rapporto si concentra sugli aspetti per cui si batte Amnesty Nederland. La situazione nei centri di accoglienza è un tema con cui si misurano altre organizzazioni, come il Collegio dei Diritti Umani e  Vluchtelingenwerk (l’Ente profughi olandese)”.

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