“I taser sono pericolosi”, cosi recita un comunicato di Amnesty International che critica la decisione del ministero della giustizia di autorizzare la sperimentazione delle “pistole elettriche” in alcune città olandesi. “Il rischio per gli effetti delle scosse elettriche è spesso sottovalutato. E l’utilità dell’uso di pistole taser è altamente sopravvalutato. L’implementazione di questa arma può effettivamente mettere a rischio la salute e la vita delle persone.” dice Amnesty.

La posizione di Amnesty

Secondo l’NGO “Le pistole elettriche non dovrebbero essere in dotazione agli agenti comuni ma solo ai funzionari che avessero ricevuto un training specifico”, prosegue il comunicato.

“L’uso del taser dovrebbe essere soggetto a requisiti simili a quelli delle armi da fuoco. Ciò significa che l’uso di pistole stordenti deve essere tassativamente regolato dalla legge, come previsto dall’ONU. Un’arma che dà l’elettroshock non deve essere utilizzata contro persone che non rappresentano un pericolo”. Amnesty prosegue elencando una serie di casi, nei quali gli agenti dovrebbero evitare l’utilizzo della pistola elettrica:  persone già in stato d’arresto e altre fisicamente vulnerabili, come i bambini, gli anziani e donne incinte.

Dovrebbe, inoltre, esserne vietato l’utilizzo per “stordire” i sospetti: il rischio che le conseguenze sul fisico rappresentino una forma di tortura, infliggendo una sofferenza fisica ai soggetti, è molto elevato. Il suo utilizzo, insomma, deve essere conforme allo standard sui diritti umani, prosegue l’NGO nel comunicato.

L’esperienza, dice ancora Amnesty, dimostra che il taser come equipaggiamento standard laddove è stato sperimentato a lungo, viene spesso impiegato in situazioni che non sono pericolose per la vita. L’arma è facile da usare ma troppo spesso i rischi vengono sottovalutati dal personale di polizia.

I rischi

Secondo l’NGO i rischi reali per la salute, non sarebbero ancora noti: secondo un’inchiesta citata da Amnesty, sarebbero 500 le persone decedute in seguito a scariche elettriche di un taser oppure in situazioni dove l’utilizzo della pistola elettrica ha giocato un ruolo determinante.

E’ stato documentato, ad esempio, l’utilizzo della pistola elettrica direttamente su soggetti ammanettati o disarmati, direttamente sulla pelle e non a distanza, con intento punitivo e non semplicemente allo scopo di bloccare un fermato.

 

Problemi specifici nei Paesi Bassi

L’arrestatietam è un nucleo speciale della polizia olandese, già dotato da anni di Taser. Nonostante Amnesty International non sia concettualmente contraria all’utilizzo di armi alternative a quelle da fuoco -scrive ancora l’NGO sul suo sito- il problema principale risiede negli ampi poteri di cui gode la polizia olandese: l’impiego di armi da fuoco per situazioni non di pericolo è già consentito dalla legge. Questa è una violazione delle norme internazionali e dei diritti umani: l’uso della forza, scrive Amnesty, deve essere proporzionale e l’impiego di armi da fuoco dovrebbe avvenire solo in situazioni di pericolo immediato. La soglia stabilita, a detta dell’NGO, sarebbe troppo bassa: la pistola elettrica, infatti, anche durante il periodo di test è stata impiegata contro soggetti in fuga oppure in altre situazioni dove non era necessario l’impiego della forza.