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RIGHTS

Amnesty: in carcere i diritti umani dei sospettati di terrorismo vengono sistematicamente violati

L'amministrazione li tratta come criminali anche se non hanno ancora subito processi

Le condizioni degli internati nelle carceri di massima sicurezza dell’unità anti-terrorismo sono disumane e violano apertamente i diritti fondamentali dell’essere umano. È questa la denuncia fatta da Amnesty International e dagli esponenti del programma Justice Initiative della Open Society Foundation, in un report  pubblicato lo scorso giovedì a seguito di indagini congiunte.

Le due organizzazioni hanno raccontato come spesso i detenuti delle unità anti-terrorismo di Rotterdam e Vught vengano tenuti in disparte per così tanto tempo da poter parlare di vero e proprio isolamento a lungo termine: un trattamento che viola il diritto internazionale umanitario.   

I detenuti sarebbero frequentemente spogliati e sottoposti a ripetute perquisizioni corporali complete. Un terribile abuso specialmente se si considera che, come sottolinea il report, molte delle persone internate sono in realtà ancora in attesa di regolare processo e non rispondono di alcun reato.

“Chiunque sia sospettato di coinvolgimento in attività terroristiche viene immediatamente etichettato come terrorista e trattato come tale, alla pari di chi ha commesso reati gravi. Questo tipo di procedura mina il principio di presunzione di innocenza, un diritto fondamentale di qualsiasi sospettato” denunciano le due organizzazioni nel report, spiegando come un semplice sospettato possa essere recluso per 72 mesi prima di essere sottoposto a regolare processo.

Una donna, internata lo scorso anno nel centro di detenzione di Vught per più di cinque mesi e alla fine assolta da tutti i capi d’accusa, ha raccontato ai ricercatori di come sia stata costretta a vivere in isolamento totale per dieci settimane e poi altre tre settimane consecutive.  

 Secondo le due organizzazioni, le autorità dovrebbero prima valutare quanto grande sia la minaccia che i sospettati rappresentano per la società prima di decidere di spedirli nelle carceri speciali. I detenuti ancora in attesa di giudizio non dovrebbero essere messi in isolamento o sottoposti a perquisizioni delle cavità corporee prima della condanna, a meno che un simile trattamento non sia reso estremamente necessario dalle circostanze.

“La mancata riforma delle policy e delle misure implementate all’interno reparto antiterrorismo (TA) solleva grandi preoccupazioni per quanto riguarda la violazione dei diritti umani dei detenuti e l’effettiva capacità di prepararli alla vita post-detenzione” continua il report. “Stanti così le cose è possibile che un individuo, sospettato di un crimine non violento come postare qualcosa online e non ancora giudicato colpevole, venga arrestato e tenuto in isolamento 22 ore al giorno per l’intera durata della sua permanenza, senza avere il permesso di tenere in braccio il proprio bambino o avere un qualsiasi altro tipo di contatto con il mondo esterno”.

Un portavoce del Ministero della Giustizia ha risposto all’emittente NOS che le condizioni all’interno delle unità speciali anti-terrorismo rispettano gli standard internazionali. Nonostante questo, pare che alcune riforme siano attualmente in cantiere. Ad esempio, ciascun detenuto sarà preso in esame individualmente per determinare se sia sensibile a cambiamenti d’opinione o irrimediabilmente influenzato dagli ideali jihadisti, così da creare due gruppi distinti. .


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