Con il 97% delle schede scrutinate il quadro nazionale uscito dalle urne comincia ad assumere una forma.

Sul piano numerico, i liberali del VVD e i cristiano democratici del CDA rimangono i partiti ad aver raccolto più consensi, premiati -in larga parte- dall’enorme frammentazione a sinistra. In pratica, cristiani e liberali non crescono in maniera sostanziale ma gudagnano dalla frammentazione dell’altro schieramento.

Il dato più significativo è il boom del Groenlinks, primo partito ad Amsterdam e ad Utrecht. Ma con il trionfo nelle grandi città dei rosso verdi è seguito un crollo di laburisti e socialisti. Male anche il D66 che da primo partito nelle tre grandi città del Randstad nel 2014, è ora seconda o terza formazione.

A destra l’esordio alle amministrative del PVV ottiene modesti risultati: a Rotterdam e Utrecht sono stati eletti solo 2 consiglieri, “bilanciati” dal partito turco Denk -acerrimo nemico del PVV- che in entrambe le città è entrato in consiglio con 3 rappresentanti.

Liste locali

Il voto locale è stato, certamente, premiato rispetto a quello per le formazioni nazionali: con l’eccezione di Amsterdam, dove non correvano liste locali, in tutti i centri l’avanzata delle liste civiche è stata sostanziale. Anche a Rotterdam, Leefbaar, la formazione populista che ha guidato il comune per gli ultimi 4 anni rimane in testa pur perdendo due consiglieri.

A Den Haag, la lista Groep de Mos, un partito locale fondato da un ex deputato del PVV di Wilders, eleggendo 9 consiglieri è la prima formazione della città.

Un quadro fortemente frammentato

Aumentano i partiti in quasi tutti i consigli. Ad Amsterdam saranno 12 le formazioni, rispetto alle 10 attuali, con l’ingresso dei partiti multietnici Denk e con il consigliere eletto da Bij1, il partito femminista e anti razzista fondato dall’ex presentatrice Sylvana Simons.

Va molto bene il Partito per gli Animali che nella capitale ha triplicato i seggi e ha aumentato la presenza in tutte le città dove ha presentato candidati. 

Ingresso trionfale anche per Denk, il “partito turco”, che ad Amsterdam  ha eletto 3 consiglieri. A Den Haag, i partiti di ispirazione musulmana sono ora 3: Islam Democraten, Partij van den Eenheid e ora anche Nida, il partito “islamico progressista”, uscito dai confini di Rotterdam dove ha confermato i suoi due consiglieri. 

Difficile la formazione delle giunte

Con l’aumento di formazioni piccole o piccolissime (meno di 3 seggi) formare delle coalizioni sarà ovunque una corsa ad ostacoli. Ad Amsterdam, il Groenlinks non potrà mettere in piedi la giunta “rossa” che sognava a causa dei pessimi risultati di laburisti e socialisti ma dovrà, probabilmente, aprire anche al D66.

A Den Haag e Rotterdam la situazione è persino più complessa: con la presenza di, rispettivamente, 15 e 13 partiti nei nuovi consigli, trovare la maggioranza di 23 seggi che sostenga la giunta richiederà necessariamente il coinvolgimento di 4 o 5 formazioni.