Una politica polarizzata, è questo il quadro che emerge dai risultati delle elezioni amministrative che si sono tenute domenica 14 ottobre in Belgio.

In entrambe le province linguistiche, i risultati sono stati simili: avanzata dell’estrema destra e dei partiti populisti, soprattutto nelle Fiandre, perdita di terreno per le formazioni tradizionali ed exploit per i Verdi del Groen.

Proprio per il Groen, vittoria storica in alcuni comuni dell’hinterland di Bruxelles tra cui Ixelles e Forest, dove ha superato il Partito Socialista da sempre prima formazione.

Il PTB, formazione di sinistra è stato l’altro grande vincitore, anche se non entrerà in coalizioni di governo in nessuno dei 19 “comuni” di Bruxelles.

Grande sconfitto è MR, la destra liberale del primo ministro Charles Michel che perde anche a Molenbeek, dove i socialisti hanno agguantato la vittoria nonostante la campagna della destra sull’onda degli attentati del 2016.

In Vallonia, la provincia francofona, i socialisti rimangono in testa nonostante le perdite a vantaggio di PTB, la formazione di sinistra. Nelle Fiandre, NV-A formazione di destra che promuove la secessione della regione a nord, mantiene il comando, e il leader Bart de Wever è stato riconfermato sindaco di Anversa, nonostante i Verdi abbiano guadagnato terreno.

Pressione su NV-A arriva anche dall’estrema destra: il Vlaams Belang, partito nazionalista e xenofobo, ha conquistato il gemeente di Ninove vicino a Bruxelles e aumentato la sua presenza nella provincia.

In Belgio, si voterà nel 2019 per le elezioni federali nella stessa giornata delle europee.