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ART

Amici e famiglia: tutto su Vincent van Gogh e la sua cerchia ristretta

La mostra al Noordbrabants Museum si oppone all'idea che Van Gogh fosse un'anima solitaria e tormentata



La mostra Van Gogh’s inner Circle. Friends, family, models al Noordbrabants Museum si oppone all’idea che Van Gogh fosse un’anima solitaria e tormentata che aveva ricevuto poco credito, rispetto e riconoscimento per il suo lavoro mentre era ancora in vita.

Certo, Vincent van Gogh non era affatto una persona facile e il suo occhio critico allontanava coloro che gli stavano intorno. Eppure, in tanti lo apprezzavano. Per tutta la vita mantenne uno stretto e spesso duraturo contatto con i suoi amici, la famiglia, gli artisti che l’hanno inspirato e le proprie amanti.

Van Gogh’s inner Circle. Friends, family permette di conoscere gli amici e la famiglia di Vincent presentando 99 dipinti, schizzi, foto, lettere, album di poesie e messaggi di condoglianze noti e no.

Van Gogh era un uomo appassionato, aveva rapporti complessi con i suoi amici, familiari e colleghi artisti. Le sue relazioni erano per lo più strette e durature, anche se la sua natura schietta ha fatto sì che le persone si allontanassero da lui.

Nell‘Inner Circle di Van Gogh, le persone più importanti della vita di Vincent appaiono in ordine cronologico, dagli anni del Brabante e dell’Aia, ai periodi a Parigi e nel sud della Francia fino alla sua morte ad Auvers-sur-Oise avvenuta il 29 luglio 1890.

L’attenzione si è rivolta sia ai membri della sua famiglia che alle amicizie con artisti come Anthon van Rappard, Anton Mauve, Émile Bernard, Paul Gauguin, Henri de Toulouse-Lautrec e Paul Signac.

Van Gogh era il primogenito di Anna Carbentus e Theodorus van Gogh. Era nato il 30 marzo 1853 e cresciuto con cinque fratelli e sorelle. Aveva due fratelli – Theo e Cor – e tre sorelle – Anna, Lies e Wil.

Il difficile rapporto con il padre durante gli ultimi anni di quest’ultimo ha fatto nascere l’idea che i legami di Van Gogh con la sua famiglia fossero difficili e che i problemi incontrati nella sua vita derivavano dai suoi genitori severi e dalla sua soffocante educazione religiosa.

Quest’idea oggi non è più accettata. A causa del suo comportamento e delle sue idee, Vincent spesso alimentava tensioni nelle sue relazioni. Tuttavia, i genitori lo sostennero fino alla morte, aiutandolo con il pagamento dell’affitto del proprio alloggio, cibo e vestiti  e incoraggiandolo nella sua ambizione di diventare un artista.

La famiglia Van Gogh e i parenti lo hanno reso in gran parte la persona che era, la madre probabilmente gli ha trasmesso l’amore per la letteratura e gli ha insegnato a disegnare. Grazie a suo zio ‘Cent’, Van Gogh ottenne il suo primo lavoro come impiegato junior presso la filiale dell’Aia dei mercanti d’arte internazionali Goupil & Cie.

Delle sue tre sorelle, Wil (Willemien) era quella con cui Vincent andava più d’accordo. Dopo aver lasciato i Paesi Bassi, ha continuato a scambiare lettere con Wil. Più tardi, ha cercato persino di farla incontrare con il suo amico artista Émile Bernard.

Aveva un rapporto speciale con il fratello Theo, testimoniato in parte dalla loro ampia corrispondenza. Theo era diverso da Vincent: più tranquillo, più mite e più socievole. Non era solo suo fratello, ma anche il più intimo amico. Theo è stato colui che ha esortato Vincent a dedicarsi alla pittura e lo ha presentato a vari colleghi artisti che lo hanno sostenuto finanziariamente per dieci anni. Naturalmente, non sempre andavano d’accordo. Tuttavia, Theo ha continuato a sostenere e difendere Vincent fino alla sua morte. La mostra presenta i ritratti dei due fratelli che Vincent ha realizzato quando viveva con Theo a Parigi. Questo fu l’unico ritratto che Vincent ha fatto di Theo.

La vita familiare era importante per Vincent ed amava i bambini. La mostra contiene tre quaderni di schizzi che Van Gogh ha realizzato per la figlia di 4 anni di Hermanus Tersteeg, suo datore di lavoro all’Aia. Soggetti come la vita familiare e i bambini si incontrano costantemente nel suo lavoro e nelle sue lettere.

La vita amorosa di Vincent è stata tutt’altro che facile. Il suo amore per la cugina Kee Vos non era corrisposto e il suo rapporto con la vicina di casa Margot Begemann non è durato a lungo. Durante il suo soggiorno all’Aia ha convissuto con l’ex prostituta Sien Hoornik e i suoi due figli. Sien non solo ha avuto un impatto sulla sua vita, ma anche sul suo lavoro poichè sono stati spesso i suoi modelli. A causa di pressioni sociali, Van Gogh ha rotto il suo rapporto con Sien. L’artista si è innamorato solo un’altra volta: Agostina Segatori, proprietaria del caffè Le Tambourin a Parigi, dove Vincent ha esposto le sue opere. Tuttavia, questo rapporto è finito ancor prima che Van Gogh partisse per il sud della Francia.

In parte su consiglio di Theo, Vincent si è dedicato completamente alla sua arte a partire dal 1880. In dieci anni, l’artista è entrato in rapporti artistici e di amicizia. Ad eccezione di Mauve, Van Gogh ha conosciuto diversi artisti dell’Aia, tra cui George Hendrik Breitner e Herman Johannes van der Weele. Con quest’ultimo ha lavorato en plein air sulle dune. Il suo migliore amico durante gli anni in Olanda è stato l’artista Anthon van Rappard e quando si incontravano, i due spesso dipingevano insieme. La loro amicizia si è però raffreddata quando Van Rappard ha criticato duramente la litografia realizzata dopo I mangiatori di patate.

A Parigi Vincent ha intessuto nuove amicizie: Émile Bernard, John Peter Russell, Camille Pissarro, Louis Anquetin, Henri de Toulouse-Lautrec e Paul Signac. Quest’ultimo ha visitato Van Gogh durante i suoi viaggi verso sud dopo che Van Gogh era stato ricoverato in ospedale. Dopo la morte improvvisa di Van Gogh nel 1890, Theo ha ricevuto molte lettere di condoglianze che esprimevano l’apprezzamento per Van Gogh come amico e collega. Alcune di queste lettere sono esposte nella mostra.

L’ultima opera presentata in mostra è un ritratto di Jo van Gogh-Bonger. Dopo la morte di Vincent, Theo voleva portare il lavoro di suo fratello all’attenzione di molte persone, ma lui stesso è morto sei mesi dopo. Dopo la morte di Theo, sua moglie, Jo van Gogh-Bonger, si è fatta carico di far conoscere le opere di Van Gogh. Grazie a lei Van Gogh ha conquistato gradualmente il mondo, ma senza la sua perseveranza, questo non sarebbe mai successo.

La collezione delle opere in mostra è stata allestita da Sjraar van Heugten, esperto di Van Gogh, in stretta collaborazione con Helewise Berger, curatrice dello stesso museo per l’arte del XIX e l’inizio del XX secolo.

Le opere sono state fornite da diversi e rinomati musei olandesi e internazionali, tra cui The Art Institute of Chicago, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Kröller-Müller Museum e Van Gogh Museum, insieme a collezionisti privati.

La mostra prosegue fino al 12 gennaio 2020 incluso.






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