Ambiente, documentario al porto di Amsterdam

di Alice Brignone

Ad Amsterdam, c’è una nuvola che incombe sempre sulla città, anche quando è sereno: proviene da una ciminiera ancora in funzione, a Ovest, zona porto industriale. Non tutti sanno, però, che quel pennacchio altissimo fa parte di una centrale a carbone, una delle 7 attualmente esistenti nei Paesi Bassi.

Proprio questa, ad Amsterdam, sabato è stata trasformata in cinema per la proiezione di This Changes Everything, docu-film di Avi Lewins e Naomi Klein sul cambiamento climatico. Il messaggio centrale della pellicola è noto: mentre i paesi industrializzati contribuiscono in massima parte al riscaldamento globale, sono le popolazioni che vivono nei paesi più poveri a soffrirne maggiormente gli effetti.

Photo Credit: Alice Brignone
Photo Credit: Alice Brignone

La proiezione, organizzata da Greenpeace, Milieudefensie e Vossil Frij Netherlands, puntava anche a sensibilizzare il pubblico olandese sul tema dell’inquinamento da combustibili fossili nei Paesi Bassi.

La location non è casuale: il porto di Amsterdam e quello di Rotterdam costituiscono, assieme, la più grande porta d’entrata europea per carbone e petrolio. Un dato forse poco conosciuto da chi immagina l’Olanda e la sua capitale come punte di diamante della sostenibilità ambientale del continente.

“In realtà, Amsterdam non è per niente una città ecologica. La qualità di aria ed acqua è molto peggiore rispetto allo standard di altre città europee, anche più grandi”, racconta infatti a 31mag Willem Wiskerke, di Greenpeace Netherlands. “L’Olanda si nasconde dietro un’immagine di sostenibilità ambientale, mentre basa il suo fabbisogno energetico sui combustibili fossili” gli fa eco Ike Teuling, coordinatrice di Milieudefensie.

Non a caso solamente il 5,6% dell’energia prodotta nel Paese proviene da fonti rinnovabili: una percentuale tra le più basse in Europa, che colloca i Paesi Bassi tra Bulgaria ed Estonia. Stati che, nonostante condividano con l’Olanda i problemi in materia di impronta ecologica, non hanno però la fortuna di venire associati a chilometri di ciclabili e distese di mulini a vento.

Sembra allora una doppia faccia quella dei Paesi Bassi, dove dietro alle immagini da cartolina piene di parchi e biciclette, troviamo realtà industriali del tutto funzionanti appena fuori città, e ciminiere di centrali a carbone che svettano accanto a pale eoliche.

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