The Netherlands, an outsider's view.

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Ambiente, i cacciatori olandesi vogliono sparare ai gatti

"Inutile" sostiene invece Femmie Smit, biologa della fauna selvatica alla Dierenbescherming



di Paolo Rosi

L’incontro con la fauna selvatica per chi vive nella striscia iper-urbanizzata che va da Amsterdam a Den Haag, non può certamente dirsi quotidiano. Diversa la situazione nelle regioni del Brabante, Flevoland, Friesland. Qui, secondo la lobby nazionale dei cacciatori (Jagersvereniging), l’ecosistema sarebbe minacciato dalla presenza dei gatti senza padrone: 165 000 felini selvatici e fino a 1,2 milioni di randagi, portatori del piccolo parassita Toxoplasmosis (che l’anno scorso pare abbia causato una moria di scoiattoli) e soprattutto responsabili della morte di 20 000 000 di prede ogni anno.

Per questi motivi l’Associazione ha richiesto, il mese scorso, che venga sollevato il bando sulla caccia ai gatti. Una presa di posizione netta, che ha provocato la risposta emotiva di parte dell’opinione pubblica, culminata con una trentina di minacce di morte recapitate ai membri della Jagersvereniging.

“Sì sappiamo della vicenda. E prendiamo le distanze dalle minacce. Però è importante ricordare che i numeri forniti dalla Jagersvereniging non trovano conferme. Non esiste ancora uno studio scientifico serio sulla presenza di gatti selvatici in Olanda”, afferma Femmie Smit, biologa della fauna selvatica e Programmamanager alla Dierenbescherming (una sorta di ENPA olandese).

“È stato scritto qualcosa sul Nord del Paese e sul Limburgo, ma la presenza dei felini selvatici si è dimostrata abbastanza bassa nei campi. E gli attacchi di gatti nelle fattorie altrettanto pochi”, continua l’esperta.

Ma per i cacciatori è in pericolo anche la biodiversità. “Quella dei gatti selvatici è una presenza in equilibrio con l’ambiente e inserita in una determinata catena alimentare. Sparare ai gatti non risolverebbe il problema, perché altri predatori prenderebbero immediatamente il loro posto”, prosegue Femmie Smit, “E non è scientificamente provato che cacciare i gatti ne riduca il numero sul lungo periodo.”

In alcune province olandesi, però, la caccia è consentita. “In Olanda vige una sorta di federalismo. Le provincie di Utrecht e Friesland lo permettono, ma la tendenza generale è un’altra. Dopo la petizione che abbiamo lanciato nel 2013 il parlamento ha firmato una mozione in favore della messa al bando. Da quel momento molti si sono adeguati, tra cui Zuid-Holland, Flevoland e Noord Brabant”, chiosa la biologa.

Secondo le stime della Dierenbescherming, circa 150 000 gatti spariscono ogni anno nei Paesi Bassi, di cui oltre 30 000 non vengono ritrovati. E la linea che separa il felino selvatico da quello randagio è di fatto indistinguibile. “Non esiste, scientificamente parlando, un modo per distinguere un felino selvatico da un gatto randagio o che si è perso. Anche per questo noi non siamo d’accordo con l’associazione dei cacciatori. Senza contare, poi, che i casi di animali domestici feriti da cacciatori sono all’ordine del giorno”, conclude l’esperta.

Contattata da +31mag.nl, l’Associazione Nazionale dei Cacciatori ha rifiutato ogni commento.

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