Un’unità di sostegno in Belgio aiuterà il governo vallone a coordinare gli interventi d’assistenza nelle regioni colpite dalle intemperie. Tutti i corpi di gestione di crisi, come la polizia, i pompieri, la protezione civile e la Difesa, saranno riuniti all’interno di questa unità. Tre settimane dopo l’alluvione in Belgio, le critiche riguardanti la gestione della catastrofe non diminuiscono. 

 

Per rispondere in maniera adeguata alla situazione, la nuova unità dovrà agevolare la coordinazione degli interventi direttamente sul campo. Inoltre, degli agenti della protezione civile lavoreranno assieme ai sindaci per migliorare gli aiuti di  emergenza destinati alle regioni colpite dall’alluvione abbattutasi sul Belgio il mese scorso.

 

Ufficialmente, questo centro di crisi nasce da un comune accordo tra la ministra dell’Interno Annalies Verlinden (CD&V) e il ministro-presidente vallone Elio di Rupo (PS). Infatti, non era più possibile ignorare le critiche avanzate nei circoli governativi del paese.

 

Dall’esterno, un dito accusatore punta alla responsabilità di Annalies Verlinden, al governatore della provincia di Liegi Hervé Jamar (MR), e ad Elio di Rupo, apparentemente incapaci di tenere la situazione sotto controllo. 

 

Nel quadro di questa iniziativa, però, la ministra dell’Interno non assumerà il controllo di questa unità speciale, che resta infatti sotto la guida delle autorità valloni. La cellula di sostegno è diretta dal commissariato speciale per la ricostruzione, che il ministro-presidente vallone ha messo in piedi subito dopo la catastrofe.