Uno studente in una casa studentesca non sicura non ha sempre il coraggio di rivolgersi al suo padrone di casa in parte a causa della carenza di alloggi: si danno per scontati estintori mancanti o serrature rotte. Lo affermano centinaia di studenti che vivono lontano da casa, rispondendo ad un questionario di NOSop3 che è stato completato più di 2000 volte.

“La mia stanza ha il legno marcio. Non ci sono rilevatori di fumo funzionanti, il bagno è pieno di muffa perché non possiamo ventilare e una perdita ha creato punti umidi”, scrive uno studente. Il padrone di casa lo sa, ma non risolve i problemi. Alle persone persistenti e’ stato detto di trovare un altro alloggio.

Un terzo delle persone che hanno compilato il nostro questionario afferma che l’estintore obbligatorio manca nella loro abitazione: i rilevatori di fumo, obbligatori ovunque da luglio, mancano in più di uno su dieci. E centinaia di studenti lottano con porte, serrature o finestre rotte.

Eppure molti studenti preferiscono non rivolgersi al padrone di casa: un terzo nel questionario NOS op3 afferma di aver paura di non avere più una casa se si lamenta. Un motivo importante per questo: la carenza di alloggi. Quest’anno, la carenza nelle città studentesche è salita a quasi 27.000 residenze studentesche.

In teoria, la Commissione affitti (huur commissie) avrebbe potere di intervenire, dice il portale della tv pubblica: gli huur team sono attivi in ​​diverse città studentesche e gli inquilini possono rivolgersi lì per un consiglio in caso di problemi con l’affitto.