Se tutto andrà secondo i piani, già dal primo trimestre del 2021, un milione e mezzo di olandesi potrebbero essere vaccinati contro il Covid. Di conseguenza, gli esperti prevedono -qualora il vaccino si rivelasse efficace- che il tasso di mortalità, soprattutto tra gli anziani, potrebbe diminuire drasticamente.

Questo gruppo sarà il primo a ricevere il vaccino, dice NOS, ma il primo ciclo avrà certamente un impatto limitato sulla diffusione del virus, spiegano gli esperti. Quindi, il rilassamento delle misure non sarà qualcosa che potrà succedere molto in fretta.

“Il grande vantaggio è che si ridurrà l’enorme pressione nelle case di cura, sulle persone anziane e per le loro famiglie”, dice il medico-epidemiologo Frits Rosendaal del LUMC. “Proteggerà i più vulnerabili, ma questo non rallenterà l’epidemia”. Salvare la vita agli anziani, che non sono una categoria centrale nella diffusione del virus, sarà l’effetto più visibile.

Anche Alma Tostmann di Radboudumc mette in guardia da aspettative premature: “Voglio evitare che le persone pensino che il pericolo sia passato”; “tornare alla normalità”, non farà altro che spostare i focolai da una fascia protetta dal vaccino ad un’altra afferma l’epidemiologo.

I dati RIVM mostrano che il 90% dei decessi Covid avvengono nella fascia d’età dei 70+  quasi la metà di tutti i ricoveri ospedalieri è  in questo gruppo.  Il tasso di mortalità sotto i 50 anni è, in totale, di circa l’1%. Alla luce di questi numeri, l’orientamento è quello di ridurre la mortalità: “Ma con i vaccini si vede spesso che l’efficacia varia a seconda del gruppo di età”, afferma Tostmann.

Al momento, non sono disponibili dati su come il vaccino agisca in base all’età della popolazione; il 90% dell’efficacia annunciata, infatti, non è distribuito per categoria di età, spiega NOS.

“Supponiamo che un vaccino sia efficace solo per il 50% dei residenti di una casa di cura. Se il virus si diffondesse, colpirebbe comunque la metà dei pazienti”, afferma Rosendaal. Secondo lui, anche le persone nella fascia 50-70 andrebbero vaccinate, perché finiscono in ospedale spesso ma svolgono una vita più attiva, quindi sono a rischio di contrarre il virus.

Se il vaccino dovesse funzionare bene sulle categorie a rischio, vorrebbe dire che il sistema sanitario è salvo. Ma cosa succederà se i tassi di mortalità e il numero di ricoveri ospedalieri diminuissero, ma il numero di contagi aumentasse? A quel punto, la politica dovrà operare delle scelte, dice NOS.