CULTURE

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Alla Stopera una mostra sul rapporto tra Amsterdammers e schiavitù

CoverPic@Stadsarchief Amsterdam

In questi giorni, nei locali del comune alla Stopera, si possono leggere e conoscere le storie di alcuni abitanti di Amsterdam, dagli schiavisti ai commercianti di schiavi e tutta la loro storia di schiavitù. Si tratta di un adattamento della mostra del 2020 agli Amsterdam City Archives (Amsterdammers and Slavery). L’ingresso è gratuito.

Per quasi tre secoli, la città di Amsterdam fu strettamente coinvolta nel commercio di schiavi, soprattutto per quel che riguardava le colonie in Asia e nell’area atlantica (1602-1873). Centinaia di migliaia di persone in schiavitù furono portate a lavorare in questi luoghi. Più di mille tra di loro furono ad Amsterdam per brevi o lunghi periodi di tempo.

Hendrik van Guinea Charles (1827-1899)., ca. 1895 Foto@Stadsarchief Amsterdam

Rispetto alla schiavitù, il lato economico per la città era rilevante. Per esempio, un documento del 1730 afferma che quasi ogni abitante di Amsterdam, ricco o povero, ricavava almeno un guadagno, diretto o meno, dal Suriname. Tutti i prodotti provenienti dal Suriname derivavano dal lavoro forzato degli schiavi.

La mostra si concentra su tredici abitanti di Amsterdam coinvolti nella schiavitù in Brasile, Curaçao, Indonesia e Berbice. Bianchi e neri, ricchi e poveri, uomini e donne. Mercanti di schiavi, marinai, servi, orfani e notai.

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