“Per anni ho cercato ritratti di persone di colore come me. Dovevano esserci solo immagini stereotipate di servi, schiavi o caricature? Ho trovato invece un’alternativa nella pittura ai tempi di Rembrandt: una galleria di ritratti di persone di colore rappresentate con rispetto e dignità“, racconta Stephanie Arcangelo, curatrice della mostra Hier: Black in Rembrandt’s Time alla Rembrandthuis di Amsterdam.

A painting on panel depicting the head of a black page boy wearing a silver collar indicating his status as a slave | @Shanker Pur | Source: Wikipedia | License: CC 3.0

Cosa ci colpisce nell’arte di Rembrandt e di molti suoi contemporanei? Gli stereotipi che avrebbero poi fissato l’immagine degli afroamericani non erano ancora predominanti. La comunità di Afro-Amsterdammer non era ritratta soltanto con figure secondarie in ruoli subordinati, ma spesso era la protagonista nelle opere d’arte. Un aspetto che è stato a lungo trascurato.

Hier: Black in Rembrandt’s Time parla di rappresentazioni trascurate e di un mancato riconoscimento: “Come museo ci auguriamo che questa mostra abbia un impatto. L’esposizione prende una posizione netta  sulla presenza e la rappresentazione del nero nei Paesi Bassi, su quali siano stati gli elementi meno conosciuti  e come si sia modificata quell’immagine” ricorda Lidewij de Koekkoek, Direttore del Museo della Casa di Rembrandt.

Black Lives Matter

La mostra racconta anche le storie che stanno dietro alle opere. Tra il 1630 e il 1660 circa c’era una piccola comunità di neri liberi intorno a Jodenbreestraat, nel quartiere di Rembrandt. Recenti ricerche hanno rivelato molto di più su questi afroamericani. In quello stesso periodo le persone di colore erano più spesso rappresentate in opere d’arte senza stereotipi negativi, semplicemente così com’erano.

Lo stesso interesse di Rembrandt per le persone di colore non era del tutto insolito nel XVII secolo. Essi compaiono in almeno dieci dei suoi dipinti, sei incisioni e sei disegni. Di solito sono figure secondarie, ma in un’acquaforte del 1630 (“Busto di donna”) è protagonista una giovane donna. Rembrandt realizzò quest’acquaforte quando viveva ancora a Leida. I tratti del viso indicano che era nera, ma il pittore non era ancora riuscito a rendere la pelle scura in maniera efficace. Più tardi, ad Amsterdam, ebbe più successo: i suoi ritratti successivi sono spesso accuratamente raffigurati dal vero. Sembra probabile che Rembrandt abbia usato i suoi vicini come modelli.

Un’altra opera accattivante in mostra è il Re Caspar di Hendrick Heerschop. La leggenda narra che uno dei tre magi venuti ad adorare il Cristo bambino fosse africano. A volte viene chiamato Caspar, a volte Balthasar. Heerschop lo dipinse senza un’ambientazione o una storia. Lo si può identificare solo dai suoi vestiti costosi e dall’incenso porta in dono. Ma è il volto dell’uomo ad attirare l’attenzione; ci guarda con orgoglio e fiducia in se stesso.

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Anche il primo allievo di Rembrandt, Gerrit Dou, ha composto un ritratto impressionante di un ragazzo nero vestito con un costume di fantasia.

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Ciò che rimane complicato è l’identità dei modelli neri dipinti nel XVII secolo. Le ricerche continuano e oggi si è riusciti a scoprire sempre più nomi dei vicini di casa di Rembrandt, anche se non si riesce ancora a collegarli ai ritratti.

L’eccezione è rappresentata da Dom Miguel de Castro, l’ambasciatore di Soyo (o Sonho), una regione del Congo che lottava per l’indipendenza. Dom Miguel e i suoi servitori sono venuti in Olanda per discutere il caso: la controversa figura storica ne ha approfittato per essere raffigurato durante il suo soggiorno a Middelburg. Nel quadro  viene mostrato secondo gli standard della ritrattistica del XVII secolo: un uomo importante, serio e potente.

Dal Seicento a oggi

Nell’arte contemporanea il “nero” gioca un ruolo completamente diverso da quello del Seicento. Ora ci sono artisti neri che riflettono sulla propria identità. E quando i neri vengono rappresentati, sappiamo chi sono. Entrambe le parti, il creatore e il ritratto, hanno ora una voce. La mostra presenta opere recenti di dieci artisti contemporanei di spicco, tra cui Iris Kensmil, Iriée Zamblé e Charl Landvreugd.

Dutch Masters Revisited

Hier: Black in Rembrandt’s Time partecipa al progetto Dutch Masters Revisited, una collezione di fotografie curata da Jörgen Tjon a Fong, in cui importanti personaggi olandesi di colore si sono messi al posto dei loro predecessori del XVII e XVIII secolo. Questi orgogliosi e convincenti ritratti sono realizzati nello stile di Rembrandt e dei suoi contemporanei.

Quattro nuovi ritratti – di Humberto Tan, Jeangu Macrooy, Tania Kross e Daniël Boissevain tra gli altri – sono stati realizzati appositamente per la Casa Museo di Rembrandt. Le foto sono state realizzate da Cigdem Yuksel e Ahmet Polat nella Oude Kerk e nella Casa Museo Rembrandt.

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