Il Noordbrabants Museum a s-Hertogenbosch dedica una mostra – visitabile fino al 25 agosto – all’artista iraniano Ali Banisadr. L’esibizione fa parte del progetto del museo di far conoscere ai Paesi Bassi le opere di artisti meno noti.

Il lavoro di Ali Banisadr, nato nel 1976 a Teheran, esprime un’equilibrata tensione tra caos e compostezza. I suoi quadri astratti e complessi sono ricchi di allusioni figurative che trovano ragione in racconti autobiografici, ricordi sonori, storie inventate, memoria collettiva e mitologia.

La sua arte ha forti radici autobiografiche, tant’è che la sua esperienza personale è parte integrante di ogni opera. Banisdar, cresciuto a Tehran, ha avuto una vita segnata dal trauma della guerra tra Iran e Iraq e dalla Rivoluzione islamica. Conflitto, caos e confusione sono infatti elementi evidenti nei suoi dipinti, in cui colori e forme sono dinamici, creando un senso di costante movimento, perpetua agitazione. 

Il suono interiore

Il suono è parte integrante della pratica di Ali Banisadr, al punto da influenzare anche le sue modalità creative. Banisadr, mentre dipinge, si lascia trasportare da un processo sinestetico, in cui un senso, come la vista, ne innesca simultaneamente un altro, come il suono. Mentre lavora l’artista è guidato da un suono interiore che lo porta a comporre i suoi dipinti.

Banisadr ha descritto questo fenomeno sinestetico così: “quando inizio un dipinto, mi baso sempre sul mio suono interiore. Non appena applico il pennello alla tela, questo suono inizia e io compongo il lavoro lasciandomi trascinare da questo. Il suono è la forza che guida l’intero dipinto e mi aiuta a creare.

Ad accompagnare la mostra, per chiunque volesse, c’è il catalogo illustrato scritto dallo storico d’arte Robert Hobbs, acquistabile al negozio del museo e in libreria.

Nel tour audio sarà possibile ascoltare l’artista parlare delle sue fonti di ispirazione e sentire una delle sue melodie preferite.