La reazione dei leader europei e occidentali è stata tutt’altro che uniforme: il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha scelto la linea della fermezza diplomatica rifiutando direttamente l’arma, pur dicendosi grato per il pensiero. Al contrario, molti capi di governo hanno accettato il dono per ragioni di protocollo, preferendo però non portarlo sul suolo patrio. È il caso del premier britannico Keir Starmer, costretto a lasciare il revolver in custodia all’ambasciata di Ankara a causa delle severe leggi del Regno Unito, e del primo ministro olandese Rob Jetten, che ha preferito lasciare l’esemplare – personalizzato con il proprio nome inciso sulla canna – in Turchia per farlo disattivare definitivamente.
Procedure analoghe di disarmo sono state adottate dal premier canadese Mark Carney, che ha consegnato l’arma alla polizia affinché venga resa permanentemente inutilizzabile e possibilmente destinata a un museo. In Belgio, il primo ministro Bart De Wever si è accorto del contenuto della borsa regalo solo dopo l’atterraggio sulla pista militare di Melsbroek; l’arma è stata immediatamente presa in carico e depositata nel caveau della polizia aeroportuale. Anche i vertici dell’Unione Europea, Ursula von der Leyen e António Costa, hanno ricevuto il revolver; la sicurezza di Costa si è già attivata per adeguarlo alle normative del Belgio prima del trasferimento a Bruxelles.
In controtendenza rispetto alla prudenza generale si è posizionato soltanto il presidente lituano Gitanas Nausėda. Mostrando fiero le immagini del revolver sui canali ufficiali, Nausėda ha annunciato che l’arma da fuoco troverà regolarmente posto in un’area espositiva del palazzo presidenziale di Vilnius.







