CULTURE

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Al Nieuwe Instituut di Rotterdam, in mostra trent’anni di storia del design olandese

Sheila Thomson, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

L’Olanda può vantare “archistar” di fama internazionale, designer di fama mondiale e rinomati pionieri di Internet. Nella nuova mostra Dutch, More or Less. Hedendaagse architectuur, design en digitale cultuur , al Nieuwe Instituut di Rotterdam,  è possibile vedere cosa si intende per “tipico design olandese’” (Dutch design).

Secondo la Museumtijdschrift la mostra chiarisce l’importanza degli anni ’90 per il design nazionale: fopo la Guerra Fredda, infatti, le arti visive si ritrovarono in un vuoto ideologico e rischiarono di diventare appannaggio del mercato. In questo contesto i designer divennero i nuovi fornitori di storie, soluzioni e domande fondamentali.

Inoltre, servizi governativi, come le ferrovie olandesi, agirono come clienti ambiziosi con budget elevati. I corsi di formazione, come a Eindhoven e Delft, produssero una nuova generazione di creatori innovativi e in architettura questo  portò, tra l’altro, alla costruzione del Erasmus Brug ad Rotterdam di UNStudio. ‘Super Dutch’ divenne  l’etichetta di questo neomodernismo.

L’equivalente nel design si chiamava Droog. Un elemento di spicco era la collezione di cassetti sciolti di Tejo Remy, tenuti insieme da un’enorme cintura. Parallelamente, nella cultura digitale emergente, i Paesi Bassi svolsero un ruolo importante con il provider Internet XS4ALL, fondato da hacker.

La mostra al Nieuwe Instituut, però, va oltre questi esempi iconici. Illustra come negli ultimi trent’anni l’architettura, il design e la cultura digitale olandese ab biano continuato a crescere su questo terreno, diventando sempre più intrecciati. La mostra raggruppa architettura, design, creazioni digitali e varie forme ibride attorno a sei temi: Noa Jansma illustra il tema della sostenibilità con l’asta online di nubi cumuliformi, ad esempio. Il cambiamento climatico diventa così uno strumento di marketing paradossale in cui gli spettatori sono provocati a riflettere sulla propria posizione tra giustizia climatica e crescita economica.

In Dutch, More or Less, il lavoro iconico degli anni ’90 è messo a confronto con il design dei decenni successivi. I designer emergenti sono  invitati a presentare in anteprima il futuro del design.

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