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Al Meertens Instituut di Amsterdam tra arte, archivi e ricerca digitale

Domani 22 novembre incontri interdisciplinari su archiviazione, attivismo queer, fonetica e testi digitali

Gli appuntamenti interdisciplinari organizzati al Meertens Instituut di Amsterdam mirano a coinvolgere artisti, archivisti e altri ricercatori in un dialogo sui loro metodi e risultati di ricerca. Scopo principale è portare chi interverviene a confrontarsi sulle reciproche esperienze ed esplorare la possibilità di future collaborazioni.

Accademici e ricercatori sono chiamati a condividere lo stato e gli sviluppi delle proprie indagini sperimentali, soprattutto per quanto riguarda l’archiviazione, la raccolta e la visualizzazione dei dati. Attenzione particolare è rivolta all’archiviazione sonora, agli studi umanistici digitali e all’attivismo archivistico.

L’appuntamento di domani è una collaborazione tra ARIAS e l’Humanities Cluster (HuC). 

L’HuC nasce dalla collaborazione di tre differenti istituti – Huygens Institute for History of Netherlands, l’Istituto internazionale di storia sociale (IISH) e l’Istituto Meertens – sotto il patrocinio della Royal Dutch Academy of Sciences (KNAW) e svolge attività di ricerca in ambito umanistico e tecnologico.

ARIAS è invece una piattaforma di ricerca della Amsterdam University of the Arts (AHK), Gerrit Rietveld Academy, Amsterdam University of Applied Sciences (HvA), Università di Amsterdam (UvA) e Vrije Universiteit (VU). Il progetto si occupa di sviluppare collaborazioni tra ricerca umanistico-artistica, scienze sociali e scienze naturali.

Domani 22 novembre a partire dalle 16 quattro nuovi gruppi hanno proposto di incontrarsi per discutere di collaborazioni tra archivi e artisti, attivismo lgtb nel ripensare criticamente le collezioni artistiche, nuove ricerche sul lavoro di Louise Kaiser – esperta di fonetica e prima donna lettrice all’Uva, scomparsa nei primi anni ’70 – e comprensione digitale dei testi.

Quattro sono quindi le sessioni aperte a cui è possibile iscriversi:

  1. Cosa significa “collaborare” per artisti e archivisti? L’artista Marieke van Rooy interverrà non solo sullo scambio di idee tra gli uni e gli altri riguardo all’archiviazione artistica, ma anche sui modi di lavorare e le ragioni di tali scelte metodologiche. Obiettivo di questa discussione è fornire ai ricercatori una visione più approfondita sui modi di lavorare degli artisti e sulla diversità dei motivi per cui quest’ultimi entrano in connessione con gli archivi. Il discorso approfondirà casi artistici concreti: per esempio, Marieke van Rooy farà una breve introduzione al “Diluition Project” per il quale ha lavorato insieme a Domenico Mangano e con gli archivi storici del movimento antipsichiatrico tenuto dall’istituto di storia sociale.
  1. Inclusività e critica queer delle collezioni. Riemer Knoop, lettore presso l’Università delle Arti di Amsterdam, guiderà invece una discussione sulla possibilità di un progetto di ricerca congiunto tra attivisti e pratiche di ripensamento degli archivi in chiave di genere e queer studies. Si discuterà di progetti di ricerca, attivismo artistico-Lgtb e risultati ​​nella riorganizzazione di archivi pubblici, collezioni e musei. 
  1. Progetto di ricerca Louise Kaiser. Carolyn Birdsall (UvA) e Douwe Zeldenrust (Meertens Instituut) discuteranno la possibilità di un progetto di ricerca sul lavoro di Louise Kaiser (1891-1973), pioniera nella ricerca fonetica e prima lettrice dell’Università di Amsterdam.
  1. Ridefinire la nostra comprensione del testo. I ricercatori del Huygens Institute Elli Bleeker, Ronald Haentjens Dekker e Astrid Kulsdom collaborano con gli artisti nel loro progetto. Gli artisti che parteciperanno saranno coinvolti in un dibattito su come comprendiamo un testo nell’epoca digitale e si cercherà di creare oggetti testuali che contengano vari livelli di informazioni audiovisive. Gli artisti possono lavorare su un proprio scritto o utilizzare come punto di partenza un testo tratto da un manoscritto del XX secolo.

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