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Aktion Silbertanne (abete bianco) è il nome in codice di di una serie di esecuzioni commesse dai nazisti durante l’occupazione tedesca dei Paesi Bassi. Gli assassini sono stati compiuti tra il settembre 1943 e il settembre 1944 da uno squadrone della morte composto da membri olandesi delle SS e da veterani del fronte orientale.

L’antefatto

Nel dicembre del 1942 Hitler nomina Anton Mussert, fondatore del partito nazionalsocialista olandese, leader del popolo olandese (Leider van het Nederlandse Volk) e gli offre la possibilità di fondare un piccolo gabinetto ombra (Gemachtigden van den Leider) controllato però dal fedelissimo Reichskommissar austriaco Arthur Seyss-Inquart.

Molti oppositori politici temono però che il nuovo gabinetto avrebbe alla fine portato alla nascita di un vero e proprio governo nazionalsocialista che avrebbe poi introdotto la coscrizione generale per tutti i cittadini olandesi al fronte orientale.

I partigiani del CS-6

Il gruppo di partigiani comunisti CS-6 guidati dal dottor Gerrit Kastein (cha battezza la cellula con le iniziali del suo indirizzo – Corelli Straat 6 ad Amsterdam) decide di organizzare un attacco contro Hendrik Seyffardt, la personalità più in vista dopo Mussert e già capo del gruppo di volontari SS olandesi (Vrijwilligerslegioen Nederland).

Ottenuta l’approvazione del governo olandese in esilio a Londra, viene organizzato l’attacco: lo studente Jan Verleun che accompagna il dottor Kastein, spara due colpi a Seyffardt sulla soglia di casa a Scheveningen. Seyffardt muore il giorno dopo in ospedale.

Gerrit Kastein, dopo aver ucciso anche il procuratore H.Reydon e la moglie, viene arrestato e, pur di non rivelare sotto tortura informazioni preziose sulle resistenza olandese, si suicida in carcere.

Tre olandesi per ogni nazista ucciso

Gli attacchi non lasciano indifferenti l’occupante tedesco e i movimenti collaborazionisti olandesi. I nazisti decidono così di intervenire: la morte di Seyffardt e Reydon viene dichiarata rappresaglia contro le forze d’occupazione.

Il generale delle SS per i Paesi Bassi Hanns Albin Rauter impartisce l’ordine di vendicarsi assassinando i civili che si presume siano in qualche modo collegati alla resistenza, patrioti olandesi (i cosiddetti Orangist) o semplicemente antitedeschi.

Rauter ordina immediatamente l’uccisione di 50 ostaggi olandesi e una serie di raid nelle università olandesi. I primi omicidi vengono commessi dagli stessi Standaarden composti da saure di cinque persone. Più tardi viene creato un vero e proprio squadrone delle morte formato da 15 volontari e sotto la guida di Henk Feldmeijer.

Le prime esecuzioni ebbero luogo nell’autunno 1943 a Meppel e Staphorst: l’ordine era di uccidere tre (all’inizio dieci come alle Fosse Ardeatine a Roma) olandesi per ogni tedesco assassinato. Sotto la guida del leader regionale SS-Standard T. J. S. van Efferen un proprietario di un garage, un chirurgo di Meppel e un insegnante di Staphorst vengono silenziosamente assassinati. Il giorno dopo i giornali riportano gli omicidi e scrivono a proposito del possibile movente: “la polizia brancola nel buio”. Agli esecutori vengono fornite auto, targhe false e carte d’identità false. L’operazione segreta, prima battezzata Faggio Rosso (Blutbuche) viene rinominata Abete Bianco.

Entro un anno sono più di 45 gli olandesi a essere uccisi o gravemente feriti. Altri 11 sono riusciti a sopravvivere agli attacchi. Senza alcun tipo di processo i bersagli vengono freddati a colpi di pistola sulla soglia della loro casa o da qualche parte sul ciglio della strada.

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L’1 e il 2 ottobre 1944, nel villaggio di Putten, oltre 600 uomini vengono deportati nei campi per essere uccisi come ritorsione per l’attività di resistenza nel raid di Putten.

Una delle vittime più importanti dell’Operazione Silbertanne è stato lo scrittore olandese A. M. de Jong assassinato nell’ottobre del 1943.

Fin dall’inizio Mussert era fondamentalmente contrario all’Operazione Silbertanne ma non era contrario alle deportazioni di rappresaglia degli olandesi anti-tedeschi nei campi. Quando nell’autunno 1944 il Brigadeführer delle SS Karl Eberhard Schöngarth viene informato di queste azioni decide di  sospenderle nel settembre 1944.

Dopo la seconda guerra mondiale, alcuni dei membri dello squadrone della morte e i responsabili degli ordini furono processati. Henk Feldmeijer era già stato ucciso in guerra mentre Hanns Albin Rauter fu condannato a morte e giustiziato nel 1949. Altri, tuttavia, riuscirono a fuggire dal paese e si nascosero fuori dai Paesi Bassi. Soprattutto in Germania e Spagna, dove sono stati poi estradati o condannati per i crimini commessi.