Il comune di Amsterdam è stato il primo in Europa ad adottare una disciplina per il subaffitto di appartamenti o porzioni di appartamento a turisti, attraverso portali come Airbnb. Secondo il regolamento, approvato nel 2014, è possibile affittare l’intero alloggio oppure camere per una durata massima di 60 giorni l’anno.

Ma i dati raccolti dal sito Insideairbnb, un portale che monitora l’impatto sulle città del subaffitto su Airbnb raccontano che la normativa è in larga parte elusa: sarebbe 96, infatti, il numero medio di notti disponibili per appartamento. Oltre 1/3 in più di quanto consentito. Il profitto generato dal subaffitto, d’altronde, supera ampiamente i limiti imposti dalle leggi olandesi per l’affitto a residenti: secondo airbnb insider, il guadagno mensile per chi affitta “fulltime” sfiorerebbe i 1000e al mese, più di Londra e quasi il doppio rispetto ad un’altra metà popolare come Berlino, dove i guadagni medi si aggirerebbero sui 592e al mese.

Sempre secondo un indice del portale, questa situazione avrebbe tolto al mercato residenziale quasi 1/3 dello stock disponibile.

Per valutare la situazione, basta mettere a confronto le mappe degli alloggi disponibili per l’affitto residenziale e quella degli alloggi offerti su Airbnb. Sul portale Funda, sarebbero una manciata gli appartamenti proposti, tutti a partire dagli 800e.

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Su Airbnb, invece, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Anche se il conto è piuttosto salato: 133e a notte è il prezzo medio.

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