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Airbnb “aizza” i proprietari contro il comune: troppa burocrazia, l’obbligo di registrazione viola la privacy

Il nuovo regolamento, prevede che gli affitti su siti-vacanze vadano registrati presso le autorità cittadine

Airbnb esorta i proprietari ad Amsterdam a protestare contro il sistema imminente di registrazione introdotto dalla città, sostenendo che il comune sta mettendo in piedi un meccanismo inutilmente burocratico. Il nuovo regolamento, prevede che gli affitti su siti-vacanze vadano registrati presso le autorità cittadine. L’obiettivo è quello di assicurarsi che le persone stiano rispettando la regola massima di 60 giorni ossia il tetto consentito dal comune.

“I padroni di casa i hanno detto che considerano l’obbligo di registrazione un onere inutile e una violazione della loro privacy“, ha dichiarato Airbnb. “La registazione renderà più difficile per i padroni di casa di rispettare le regole”.

Airbnb invita i proprietari di casa a inviare mail di protesta al comune di Amsterdam.

Ma la risposta dalla municipalità non si è fatta attendere: Laurens Ivens, assessore socialista alla casa, ha detto ad NRC di non essere rimasto particolarmente impresso dalla protesta. Secondo Ivens, sarebbe bello se tutti rispettassero le regole. La registrazione, ha detto l’assessore, è stata imposta per evitare che i proprietari di casa affittino su più portali per aggirare il limite dei 60 giorni.

Secondo Ivens, la chiamata “alle armi” non avrebbe incrinato i rapporti tra il comune e il portale: l’accordo dei 2 mesi rimane in piedi.