Migliaia di volte all’anno, i giudici olandesi si occupano di procedimenti per oltraggio a pubblico ufficiale iniziati per discussioni degenerate tra agenti e cittadini. Ma spesso si tratta di qualche parola di troppo come “cretino”, “salame”, “rompiballe”.

La polizia ha molta più autorità del cittadino comune e potrebbe, dice uno studio, cercare una mediazione con il cittadino maleducato o al limite optare per un processo civile. Ma è necessario un procedimento davanti al giudice penale?

Nel 2015, il Pubblico Ministero ha avviato non meno di 4.665 vprocedimenti penali per ingiurie a pubblici ufficiali. Spesso le stesse autorità giudiziarie hanno imposto una multa di 100 o 150 euro. Si tratta di 34 cause a settimana (!).

Carcere e procedimenti per oltraggio, dice lo studio, avvicinano l’Olanda alla a paesi come la Thailandia, dove i diritti umani sono, per usare un eufemismo, sotto pressione. Se l’oltraggio è stato rimosse dal codice penale di molti paesi europei, in Olanda non è questo il caso.

Willem Korthals Altes, giudice di Amsterdam, ha suggerito di depenalizzare la fattispecie per alleggerire il carico dei tribunali: una buona conversazione o, al massimo, una causa civile per somme simboliche di solito funziona molto meglio, è l’idea della sua commissione.

“Forse la polizia ha un po ‘troppo tempo da perdere”, dice Korthals Altes ad AD. “La domanda è cosa vuoi risolvere con una denuncia e un processo? Vuoi punire qualcuno o prevenire una cattiva condotta futura? Mediando potresti anche chiedere a qualcuno perchè è frustrato e invitarlo a riflettere di più sulle sue azioni”.

Korthals Altes dubita che i procedimenti penali siano necessari per i casi di oltraggio: l’agente che scrive multe per insulti non solo mostra di avere poca autorità ma rischia, anche, di perderla.

Il comitato di studio è del parere che la polizia e la magistratura dovrebbero in linea di principio portare a giudizio solo qualcuno che abbia insultato gli agenti nel corso di un arresto non, semplicemente, per uno sfogo di rabbia.