The Netherlands, an outsider's view.

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Agente 007 – Una cascata di diamanti: Sean Connery ad Amsterdam

CoverPic: Author Rob Mieremet | License: Source: Nationaal Archief | License: CC BY-SA 3.0 nl

Oggi la voce che mostra ai turisti in battello le bellezze della città è preregistrata e ognuno è chiuso nei propri auricolari. Fino a qualche anno edifici e aneddoti erano raccontati da una guida in carne e ossa.

Una delle più celebri è quella che compare nel 1971 nel film Diamonds are forever (Una cascata di diamanti): mentre il battello sfila veloce sulle acque dell’Amstel all’altezza del Magere Brug (Ponte magro), la voce di una donna narra la vicenda delle due sorelle che su sponde opposte avrebbero costruito il ponte per potersi vedere più spesso ma avrebbero finito il denaro prima di completarlo.

Quando richiama l’attenzione dei presenti sul lato opposto, improvvisamente appare il cadavere di una donna mentre sta per essere recuperato da una barca.

Sul Ponte magro si trova la bizzarra coppia di cattivi, il signor Wint e il signor Kidd. Quest’ultimo scatta una foto e osserva: “La signora Whistler voleva delle foto dei canali per i bambini”.

Così inizia il settimo film della saga di James Bond e il sesto in cui Sean Connery interpreta il famoso agente. Bond viene incaricato da M di sostituirsi a un certo Peter Franks, per risalire al responsabile di un grosso traffico illegale di diamanti. Altrettanto famosa è divenuta la Tiffany Case House di Reguliersgracht 36, l’edificio attorno a cui ruota la vicenda.

Quando Sean Connery venne ad Amsterdam nell’estate del 1971 per girare il film, rilasciò una famosa intervista a Simon van Collem. Il dietro le quinte con il giornalista cinematografico olandese, è interessante per due motivi: primo, perché Connery confessa di aver letto solo il primo romanzo di Ian Fleming, il papà di James Bond morto già da sette anni.

Secondo, perché quando l’intervistatore chiede a Connery, se i film con il famoso 007 siano razzisti – i cattivi sono quasi sempre neri o cinesi – l’attore scozzese morto da qualche giorno aggrotta il sopracciglio e farfuglia una mezza risposta.

Ma a Connery, forse, si può perdonare anche questo. Del resto, un diamante è per sempre.