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MUSIC

Afrikan Heritage Ensemble, il disco di Khoza e Ferro tra gusto classico e tradizione zulù

Portando con sé un bagaglio musicale notevolmente arricchito, i due artisti si riconciliano con la volontà di condividere le loro esperienze professionali e personali



Questo pomeriggio al Joburg Theatre di Johannesburg ci sarà il lancio di un nuovo album musicale: Afrikan Heritage Ensemble. Connubio di culture diverse, il disco è il frutto della collaborazione del musicista locale Mbuso Khoza e della leggenda olandese Mike Del Ferro.

Nel tentativo di fondere gusti diversificati, i due artisti proporranno 10 tracce inedite, in cui si intrecciano armonie classiche e tradizionali melodie zulù.

In passato, Ferro e Khoza avevano già condiviso il palcoscenico e ora, a distanza di anni, il duo ritorna con una nuova proposta. Portando con sé un bagaglio musicale notevolmente arricchito, i due artisti si riconciliano con la volontà di condividere le loro esperienze professionali e personali.

Nel caso di Ferro, ad esempio, l’interesse nell’esplorazione della musica oltre confine è nato dopo una collaborazione con un gruppo musicale culturale dell’Azerbaigian. Una tappa importante della sua carriera artistica, che gli ha permesso di guardare all’universo musicale da una prospettiva sconosciuta.

“Per molti anni ho viaggiato molto in cerca di collaborazioni con diversi gruppi culturali e artisti. Il mio desiderio principale era quello di contribuire alla preservazione di un patrimonio che rischiava di estinguersi. E così che ho scoperto Mbuso”, ha dichiarato Ferro.

E con lo stesso obiettivo ha iniziato la collaborazione con Khoza. L’album non è solo una lista di dieci tracce di successo, ma molto di più. Per i due autori, è un vero e proprio progetto che utilizza la musica come strumento comunicativo per diffondere l’importanza della tradizione.

La cultura è un patrimonio e come tale deve essere conservato. E se la musica è un linguaggio universale, allora l’amahubo si carica di un significato fondamentale: racconta del passato e del presente, con uno sguardo anche al futuro.

Afrikan Heritage Ensemble diventa così una proposta musicale ambiziosa, che ha richiesto non pochi sforzi ai due artisti. Infatti, perché il disco potesse raggiungere il suo scopo, era necessario conoscere e rendere accessibile un gusto musicale totalmente dimenticato nel contesto olandese.

Così Khoza ha ricercato stili di canto e melodie cercando di trasmettere il valore della musica africana al suo collaboratore.

L’Amahubo viene associato a amagama abadala, che significa canzoni degli anziani. Il collegamento non è casuale, ma si deve al fatto che questo tipo di tradizione musicale rimandi agli antenati del popolo africano.

Dopo le guerre coloniali, la maggior parte delle tradizioni culturali sono andate disperse. La musica classica ha preso il sopravvento sull’amahubo, divenuto irrimediabilmente inferiore. Ma con questo album vogliamo ripristinare i ruoli passati e restituire a questo tipo di musica il primato di cui è stato espropriato. Così abbiamo messo al centro del palcoscenico proprio Amahubo“, ha dichiarato Khoza.

Una scelta originale, encomio dell’eredità africana, a cui Khoza e Ferro hanno scelto di dedicare un vero e proprio tributo.






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