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Affitto ridotto da 1500e a 300e al mese per una camera: proprietario di Amsterdam perde causa

Un tribunale olandese ha stabilito che un locatore di Amsterdam ha fatto pagare un affitto di quasi 950 euro di troppo al mese a uno studente internazionale, imponendogli un canone di 1.500 euro per una singola stanza in un appartamento condiviso. Il tribunale per gli afitti (huurcommissie)  di Amsterdam ha emesso la sentenza l’11 marzo, pubblicandola il 17 marzo, e ha ordinato al locatore di rimborsare l’importo indebitamente percepito.

Un affitto fuori norma durante la crisi abitativa studentesca

Il caso risale all’inizio dell’anno accademico 2023-2024, quando lo studente aveva trovato un annuncio online per l’affitto di una stanza arredata di circa 10 metri quadrati in un appartamento di 110 metri quadrati, condiviso con altre quattro persone. Il prezzo di 1.500 euro al mese includeva costi per le utenze e l’uso dell’arredamento.

Il contratto, stipulato online tramite la piattaforma che ospitava l’annuncio, prevedeva una durata minima di due mesi e massima di cinque mesi. Tuttavia, il tribunale ha sottolineato che la piattaforma non disponeva di un permesso per affitti a breve termine.

L’accordo è entrato in vigore l’11 settembre 2023, dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati olandese di una legge che vieta gli affitti temporanei, ma prima del voto del Senato e dell’entrata in vigore della nuova normativa sugli affitti a prezzi accessibili che ha introdotto una nuova fascia di affitti a prezzi calmierati.

Lo studente ha lasciato l’appartamento a fine ottobre e, due mesi dopo, ha chiesto alla Huurcommissie (Commissione di Valutazione degli Affitti) di stabilire se il canone richiesto fosse equo. L’ente ha stabilito che il prezzo corretto per la stanza non avrebbe dovuto superare 178,94 euro di affitto base, con 375 euro di costi per i servizi, per un totale di circa 554 euro al mese.

Le argomentazioni del locatore respinte dal tribunale

Il locatore ha contestato la decisione, sostenendo che gli spazi comuni avrebbero dovuto essere valutati con un punteggio più alto, aumentando così l’affitto massimo consentito. Ha inoltre dichiarato di aver fornito servizi extra, tra cui pulizie, disponibilità 24 ore su 24 in caso di problemi e un servizio navetta.

Tuttavia, il tribunale ha respinto questi argomenti, sottolineando che l’unico servizio effettivamente documentato era l’opzione di prelevare l’inquilino all’aeroporto di Schiphol. Non è emerso se questo fosse un servizio incluso nel contratto o semplicemente un gesto di cortesia.

Il giudice ha inoltre affermato che le normali regole di protezione degli affitti si applicano anche a contratti brevi, dato che l’accordo non era legato alla durata degli studi dello studente, né vi erano prove che il locatore gli avrebbe negato un’estensione del contratto.

Il tribunale ha quindi ordinato al locatore di rimborsare circa 1.575 euro all’ex inquilino per il sovrapprezzo pagato nei due mesi di affitto. Inoltre, il locatore dovrà coprire 475 euro di spese legali sostenute dallo studente.

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