Rosemoon, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

di Massimiliano Sfregola

“Un italiano che ha vissuto gratuitamente per mesi in un costosissimo attico dei Lichttoren [ex sede della Philips n.d.r.], litiga anche con la fondazione”, titola ED, quotidiano locale di Eindhoven. La notizia è stata data lo scorso weekend dal portale locale e l’italiano in questione è Paolo Pavan, imprenditore e presidente della Camera di commercio italiana per l’Olanda, un’associazione no profit di diritto olandese e riconosciuta dal Governo Italiano nel maggio del 1994 “allo scopo di favorire e sviluppare la cooperazione e le relazioni commerciali, industriali e finanziarie fra l’Italia e l’Olanda”, si legge dal sito dell’Ambasciata italiana nei Paesi Bassi.

La vicenda sarebbe uno dei tanti contenziosi tra proprietà e inquilino, se non fosse che al centro della vicenda c’è uno degli stabili più noti della città del Brabante e se il protagonista della storia non fosse un bekende italiaanse noto italiano, per la carica che ricopre. Pavan, stando ad ED: “secondo il contratto di locazione doveva pagare 5000 euro al mese, ma ha smesso a causa di una serie di denunce”; le condizioni dell’appartamento –dal riscaldamento malfunzionante ad altri disagi– sarebbero state nominate dall’ex inquilino come ragioni valide per non pagare più l’affitto, durante la causa intentata dal proprietario. La somma accumulata di arretrato non è proprio irrilevante: 40mila euro e cioè 8 mesi non pagati.

Stando ad ED, Pavan e l’ex proprietario Lee Foolen avrebbero concordato un piano per liquidare l’importo ma l’italiano, di professione imprenditore, avrebbe smesso di pagare in primavera sostenendo al giornale che l’emergenza Covid avrebbe reso impossibile rispettare gli accordi anche se il proprietario, sostiene di non aver mai ricevuto una richiesta di riduzione dell’affitto. Quindi, avrebbe detto, il contratto non è stato rispettato. Ma in attesa della sentenza del tribunale, sembra che il presidente della  Camera di commercio italiana nei Paesi Bassi abbia qualche altro problema: la società di investimento dell’imprenditore, infatti, potrebbe dover dichiarare bancarotta. Il motivo? Una fondazione che ha investito 50.000 euro vorrebbe indietro quei soldi.  Il giudice ha proposto una conciliazione ma secondo Pavan, la richiesta di bancarotta della controparte è un modo per “mettergli pressione”; secondo lui, infatti, la sua holding non è sull’orlo del baratro.

Ad ED, l’imprenditore dice di essere, con la sua società, un magnete per investitori italiani che vogliono aiutare gli italiani nei Paesi Bassi.

31mag ha contattato la Camera di Commercio italiana per un commento.