Gli affitti Airbnb stanno modificando profondamente  il mercato immobiliare, provocando un aumento degli affitti. Chi affitta una nuova casa oggi, escluse le case popolari ad affitto controllato, pagherà quindi circa il 10% in più rispetto a chi ha affittato dall’inizio dell’anno. Questi sono i dati diffusi mercoledì l’associazione degli agenti immobiliari NVM.

L’affitto medio in un nuovo contratto del “settore libero” è ora di poco superiore a 13 euro al metro quadrato. Non mancano, però, forti oscillazioni da una regione all’altra. Ad Amsterdam, per esempio, i nuovi inquilini pagheranno circa 20 euro in più per un immobile, un aumento di appena l’1,1% rispetto all’anno scorso. Ad Arnhem, L’Aia e Amstelveen, invece, gli affitti sono aumentati di circa il 10% rispetto all’anno scorso, mentre ad Utrecht l’aumento è stato addirittura del 30%.

Tuttavia, i dati della NVM sono in conflitto con quelli forniti dalla piattaforma di alloggi in affitto Pararius. Secondo i dati rilasciati dalla piattaforma, il mese scorso i nuovi contratti di affitto sono stati meno cari per la prima volta in sei anni. Il prezzo medio al metro quadro  è sceso dello 0,4% nel terzo trimestre del 2020. Il calo maggiore si è registrato a Eindhoven, dove i nuovi affitti sono scesi di poco più del 7%, portando il prezzo di un appartamento di 60 metri quadrati a 824,40 euro. Ad Amsterdam, i nuovi inquilini pagano in media 1.325,40 euro a parità di dimensioni, con un calo di quasi il 6% nel secondo trimestre, ha detto Pararius.

NVM ha spiegato la differenza di cifre con l’inclusione nelle loro statistiche sugli affitti di case ammobiliate più costose, i cui proprietari hanno dovuto abbandonare Airbnb sia per le nuove regole che per la mancanza di turisti.

Nel frattempo, le liste di attesa per gli alloggi sociali sono sempre più lunghe, mentre le persone spendono sempre più del loro salario in affitto e relativi costi, secondo studio di Woonbond.