The Netherlands, an outsider's view.

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Addio stato nazione. Benvenuti nell’epoca delle città

Lo storico Peverelli ha analizzato le storie di Leeuwarden, Maastricht e Brugge per capire il loro impatto sulla storia nazionale



“Se l’Ottocento rappresenta l’epoca dello stato nazionale, il ventunesimo secolo potrebbe benissimo essere visto come l’epoca della città“.

Lo storico Tymen Peverelli dell’Università di Amsterdam ha presentato la sua ricerca che approfondisce la storia delle città nel corso dell’Ottocento e la loro importanza nella formazione dei Paesi Bassi e l’identità nazionale.

Il suo studio, come scrive Geert Veldstra sul Frieschdagblad, ha preso in considerazione tre principali città: Leeuwarden, Maastricht e Brugge. “Mi aspettavo che la storiografia di queste epoche fosse plasmata su quella della storia delle nazioni, ma l’importanza delle piccole cittadine è maggiore di quanto avessimo pensato. É evidente che nell’Ottocento grande importanza era attribuita alla storia delle singole realtà locali”.

Peverelli ha scelto tre città di medie dimensioni perchè nelle grandi città l’attenzione si concentra immediatamente sulla storia della città stessa e non sull’impatto nazionale della storia locale. “Ho scelto Leeuwarden – ricorda Peverelli – per il carattere specifico della Frisia e per la tensione che avrebbe potuto causare nella formazione di una nazione”.

Nella ricerca, Peverelli si è concentrato in particolare sul modo in cui gli studiosi e le persone appartenenti all’élite culturale ricordano il passato della città. Lo studioso definisce questi gruppi “eruditi”. “Ho lasciato fuori, per esempio, Groningen, perché la classe colta in questa città era per lo più legata all’università e all’epoca questa era un’istituzione reale, che quindi aveva un legame molto più forte con il carattere nazionale, e meno con la città stessa”.

La storia della città di Leeuwarden richiama immediatamente la storia della Frisia, piuttosto che la storia della città stessa. Lo stesso non avviene a Maastricht e Brugge. “Possiamo attribuirlo alla forza dell’identità frisona – osserva lo storico – Il Limburgo, all’epoca, era una nuova provincia appena creata, e quindi l’attenzione era focalizzata sulla città di Maastricht”.

A quel tempo, un sentimento di nazionalismo era più forte a Leeuwarden che a Maastricht. “A Leeuwarden, la storia della città e i metodi per affrontare il passato erano più in armonia con lo Stato nazionale”

Così, l’attenzione è stata rivolta ai governatori frisoni (stadhouders) per sottolineare il legame con la famiglia reale e la nazione, per comprendere veramente il ruolo che la Frisia gioca nella formazione dei Paesi Bassi.

D’altra parte, che il legame della famiglia reale con la Frisia sia forte non è certo una novità: le regine Sophie e Wilhelmina hanno indossato sempre abiti frisoni quando si sono recate lì in visita.
Una cosa simile è successa nel Regno Unito, dove il re o la regina indossavano un kilt quando visitavano la Scozia”.






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