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Dalla Chicago House all’elettronica prodotta nei quattro angoli del globo, la scena dance mondiale è stato uno dei fenomeni più importanti degli ultimi 30 anni. Ma ad oggi, una vera e propria “casa per l’House” ancora non c’era. Da Ottobre, questo gap è stato riempito da Our House ad Amsterdam, il primo museo della dance al mondo.

La casa dell’elettronica si trova nello spazio che un tempo ospitava il leggendario club iT, uno dei club storici della capitale: “Non sorprende che sia il primo del suo genere. Perché come si fa a prestare attenzione in un contesto museale a qualcosa di così sfuggente, ma soprattutto emozionante come l’house e tutte le altre forme di musica dance che ne sono derivate?”, dice AD.

E infatti, Our House non è un museo tradizionale ma un’esperienza interattiva che si adatta bene al tipo di attività legata al clubbing: ballare.  “C’è una vetrinetta che contiene un casco proprio come quelli indossati dai Daft Punk, c’è anche una vetrina con una di quelle pazze maschere da topo che il DJ canadese Deadmau5 indossa sulla testa durante le esibizioni” ma il museo non è questo, tengono a precisare i fondatori.

Nello spazio di Our House si può “suonare” con un maxi sequencer, provare a mettere in battuta due tracce e ballare. Il fondatore è Arne van Terphoven che ha  scritto diversi libri sulla storia della danza nei Paesi Bassi ed è proprietario del negozio “Mary Go Wild” su Zeedijk.