Adam Buskers, arte di strada fra i ponti di Red Light, Damsquare e Rembrantplein

Di Marco Meazza

Wensley è inglese e vive ad Amsterdam ormai da 6 anni. Lo incontro su uno dei ponti del Red Light District, dove un numero spropositato di persone, turisti per lo più, marciano ininterrottamente come in una danza folkroristica.

Mentre arrivo, si ferma un ragazzo Ungherese che, in un inglese gulaschano, gli chiede di improvvisare un duo. Lo accoglie sul suo palco itinerante, anche se sembra perplesso. Come mi spiega, infatti, cantare per strada é per lui una vera e propria professione e dividere la scena vuol dire fare più fatica e ridurre i proventi:

“Cantare per due ore consuma energie. Quando ho iniziato passavo giornate intere a esibirmi. Oggi so quanto sia importante riposare la voce ed è per questo che solitamente preferisco esibirmi da solo. È questa voce che porta a casa la pagnotta e a condividere il palcoscenico si dimezza l’incasso. Quando si sopravvive cantando per strada, è meglio non assumersi questo rischio. Poi, sai com’è, oggi la voce c’è ma, domani o dopo, potrebbe non esserci.”

Mentre ci dirigiamo all’iconico Hill Street Blues, su quella che un tempo era la via dei coffeeshop, lo convinco a raccontarmi cosa l’avesse spinto a fare dell’arte di strada la sua professione.

“In Olanda è praticamente impossibile sopravvivere suonando nei club. Quando mi sono trovato senza lavoro, o portavo lo strumento in strada, o cambiavo stato. Amo così tanto questa città che ho trovato il modo per restare” mi confida.

Arrivati al bar, sua seconda casa, ordiniamo da bere e lui tira fuori tutti gli spiccioli, iniziando a dividerli per taglio.

“Suono praticamente da quando sono nato, da solista o in band, ma mai in vita mia lo avevo fatto per strada”, continua. “Non è stato semplice: ho imparato da zero. All’inizio era piú un vagare, col tempo ho capito quali sono i posti migliori e gli orari di punta, escamotage e trucchi per fermare le persone. Mi guardo sempre attorno e propongo pezzi diversi a seconda delle persone che passano. Se individuo un folto gruppo di persone cerco di intuire i loro gusti per attaccare un pezzo che gli possa piacere. In questo modo riesco ad intrattenere fino a un centinaio di persone e alla fine della performance invito gli spettatori a lasciare un contributo per una birra.”

Dopo averlo salutato, ripenso alla sua performance e a come riesca a intonare un ringraziamento, cantando, ogni volta che qualcuno dei passanti lancia una moneta. Provare per credere, lo si può facilmente trovare nel triangolo fra i ponti del Red Light District, Damsquare e Rembrantplein.

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