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A’dam, al via il controverso esperimento di perquisizione preventiva. La polizia dispiega osservatori per osservare gli osservatori del comune

Gli agenti, in alcune aree di Amsterdam, sono autorizzati da oggi ad effettuare perquisizioni preventive come parte di un processo per cercare di ridurre la violenza armata in città, dice NOS. Il consiglio comunale era contrario, Amnesty International ha espresso critiche e anche i sindacati di polizia sono scontenti. Il disaccordo ruotava principalmente sul rischio o meno di profilazione etnica.

Per evitare che gli agenti perquisiscano i passanti sulla base dell’aspetto è stato scelto un progetto in cui viene controllato sempre l’ultimo passante di un gruppo scelto. Amnesty International non è contraria al processo, ma critica il suo disegno. “Se lo fai, devi farlo bene. Le garanzie che crei devono essere quelle giuste. Ora abbiamo dei dubbi al riguardo”, ha detto il direttore di Amnesty Dagmar Oudshoorn al canale cittadino AT5.

La sindaca Halsema ha deciso di ammettere 45 osservatori civili, che possono monitorare quando gli agenti stanno perquisendo: la decisione è stata accolta con una notevole resistenza da parte dei sindacati di polizia perchè considerata una mancanza di fiducia.

In risposta al dispiegamento di osservatori civili, i sindacati di polizia stanno ora schierando anche loro stessi osservatori per monitorare gli osservatori civili. “Facciamo il nostro rapporto anche perché non ci fidiamo di questi osservatori civili”, ha detto a NH News Jan Struijs, presidente dell’Associazione di polizia olandese.

La prova con perquisizione preventiva durerà un mese e inizierà a Bijlmer-Centrum (Sudest), Burgwallen-Nieuwe Zijde (Centro), Geuzenveld (Nieuw-Ovest), Dapperbuurt (Est) e Waterlandpleinbuurt (Nord).

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