tanjila ahmed from Miami, FL, USA, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Fai un salto al negozio autorizzato, dai un’occhiata alla vetrina e, su consiglio del venditore, scegli la pasticca che più si adatta al tuo peso corporeo. Gli ingredienti sono tutti noti. Tiri fuori il tuo “passaporto MDMA”, in cui registri l’acquisto e con cui puoi tenere sotto controllo il numero di volte che hai assunto la sostanza. E sei pronto per andare al festival.

Legalizzare l’ecstasy in Olanda, dalla produzione alla vendita e intanto dare la caccia ai laboratori illegali. Come riporta NRC, è questo, secondo il gruppo di ricerca MDMA-Beleid (DMB), il modo migliore per affrontare i problemi legati a questa droga. Meno persone in pronto soccorso, niente più spacciatori per le strade né sfruttamento, e le forze dell’ordine avrebbero più tempo per occuparsi di altre questioni.

Lo studio, pubblicato la scorsa settimana, è un’iniziativa dell’istituto Jellinek Prevention e dell’ospedale UMC Amsterdam e ha coinvolto 18 esperti della Open Universiteit, all’Università di Maastricht, della Polizia, del Trimbos Institute e del Transnational Institute.

I ricercatori hanno valutato gli effetti di diversi possibili interventi per ridurre i rischi per la salute, la criminalità, il grado di utilizzo, i danni ambientali e alla reputazione internazionale. Alcuni esempi delle misure analizzate: la concessione di licenze di vendita di ecstasy, pene più severe per i reati legati alla sostanza, controllo della qualità dei prodotti, l’informazione ed educazione in tema di droghe.

La questione è che la normativa attuale sembra non dare molti risultati e una regolamentazione, potrebbe essere la via migliore da seguire. Secondo la ricerca, la vendita autorizzata di MDMA ridurrebbe i rischi per la salute: “Non ci sono molti morti per ecstasy, circa otto all’anno. Ma il numero di persone che vengono soccorse ai festival e negli ospedali a causa delle droghe è enorme, e un terzo ci finisce per l’uso di ecstasy”, spiega Kaj Hollemans, precisando che questo costa una fortuna alla sanità. Gli episodi avvengono soprattutto perché le dosi sono troppo alte.

Questa politica andrebbe sperimentata con cautela, specificano i ricercatori. Bisogna valutare attentamente anche l’impatto che le misure potrebbero avere sulla reputazione dell’Olanda a livello internazionale. “Quando si tratta di ecstasy, i Paesi Bassi sono davvero in prima linea a livello mondiale”, spiega Van den Brink, “Urge pensare a degli interventi politici: non solo ci sono molti consumatori e incidenti a livello sanitario, ma siamo anche un grande produttore. Dobbiamo cambiare le cose, e siamo in un Paese in cui si può fare”. I partiti in Olanda sono ideologicamente contrari, alcuni politici pensano che i coffeeshop bastino e avanzino. “Noi sosteniamo un certo modello perché potrebbe portare a risultati migliori, non perché ci faccia sentire ideologicamente a nostro agio”, conclude Van den Brink.