Tensione tra i partiti della coalizione di governo VVD e D66 a livello governativo. Il capogruppo alla camera Klaas Dijkhoff ha dichiarato lo scorso weekend che il suo partito non implementerà l’accordo:

“Le probabilità che applicheremo quell’accordo in senso letterale è pari allo zero”. Secondo il klimaatakkord, entro il 2030 le emissioni dovranno essere ridotte del 50%.

Rob Jetten, il suo omologo del partito progressista D66, ha affermato che un “ambizioso accordo sul clima” è alla base della partecipazione del suo partito al governo. “Senza una politica climatica ambiziosa l’esecutivo è a rischio”, ha affermato.

Le battute sono arrivate a margine della campagna elettorale per provinciali e senato del prossimo marzo. Il progetto di accordo, elaborato da sette partiti politici, compresi tutti e quattro i partner della coalizione, contiene 600 misure che vanno dall’addio al gas e alla progressiva eliminazione delle auto a benzina e diesel a tasse più elevate per i proprietari di case e l’industria.

Il VVD e i cristiano-democratici CDA sono riluttanti ad attuare riforme di vasta portata per riconvertire i Paesi Bassi sul piano energetico perchè contrari a nuove tasse.

Dijkhoff si è detto contrario al metodo, non al principio: secondo lui, infatti, se il negoziato fosse stato guidato dal VVD, il costo per l’industria non sarebbe stato elevato come nel piano. E ha concluso: tra elettori e governo, preferisco sacrificare il governo.