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Il partito cristiano ChristenUnie, membro del governo, potrebbe salvare l’esecutivo da una clamorosa sconfitta sulla scottante questione del CETA, l’accordo di libero scambio tra UE e Canada, in vigore dal 2017 in via provvisoria ma ancora in attesa delle ratifiche da parte dei governi nazionali.

Mercoledì i parlamentari olandesi hanno tenuto un lungo dibattito sul trattato, ed è ancora poco chiaro se la camera bassa voterà per ratificarlo questa settimana. Joel Voordewind, deputato del ChristenUnie, ha dichiarato durante il dibattito che il suo partito si trova di fronte a un grosso dilemma.

Il Christen Unie, infatti, è un movimento ampiamente sostenuto dagli agricoltori i quali si oppongono fermamente alla possibilità di dover competere con aziende nord americane. Quando il Ceta fu finalizzato per la prima volta nel 2016, il partito era contrario ma ora, al governo dal 2017, potrebbe cambiare idea.

Il problema centrale del CETA sono gli standard alimentari diversi -soprattutto per ciò che riguarda gli allevamenti- tra Canada e UE e la possibilità per le multinazionali di portare gli Stati davanti ad un tribunale arbitrale, qualora una politica fosse dannosa per il bilancio delle aziende stesse.

La maggior parte dei partiti dell’opposizione – sia a sinistra che l’estrema destra – si oppongono al trattato, ma il sostegno del ChristenUnie sarebbe sufficiente perché un si dalla Camera. Mancano, invece, i numeri al Senato.