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Accordo fiscale Olanda-Ikea, l’UE apre un’indagine. Sospetta elusione fiscale per oltre un miliardo di euro

Gli eurodeputati sospettano che il colosso svedese veicoli profitti verso Olanda, Lussemburgo e Lichtenstein per approfittare dei vantaggi fiscali dei tre paesi



La Commissione europea sta avviando un’indagine sull’architettura fiscale utilizzata da Ikea nei Paesi Bassi. Il Commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestager dovrebbe annunciare ufficialmente martedi l’apertura dell’idagine secondo quanto riportato dal quotidiano da Politico.

La società svedese è sospettata di aver eluso quasi un miliardo di euro di tasse tra il 2009 e il 2014, secondo un rapporto pubblicato dal parlamento europeo lo scorso anno. Ikea conta su due società distinte con varie sedi nei Paesi Bassi, nel Lussemburgo e nel Liechtenstein. Gli eurodeputati sospettano che il colosso svedese utilizzi questa complessa architettura fiscale per far transitare soldi tra i tre paesi e approfittare dei vantaggi fiscali.

Il rapporto afferma che le tasse sono state eluse in Olanda attraverso la società Inter Ikea Systems, registrata a Delft.

“Il marchio di fabbrica di Ikea è quindi registrato con una holding in Delft“, ha spiegato a BNR Jasper van Teeffelen, ricercatore della stichting SOMO. Tutte le società IKEA al mondo pagano alla holding nei Paesi Bassi il tre percento dei profitti, cosi da alleggerire il conto della corporate tax locale.

 

L’indagine su IKEA è solo l’ultima di una serie di provvedimenti simili adottati dalla Commissione europea per contrastare l’evasione fiscale internazionale.

La Commissione europea ha recentemente pubblicato una lista nera di 17 paesi che cercano di evadere le tasse approfittando della “generosità” di alcune legislazioni locali.

Nessun paese UE si trova in questa lista nera sebbene Oxfam Novib ritenga che i Paesi Bassi, l’Irlanda, il Lussemburgo e Malta dovrebbero esserci.



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