Spuntano nuovi dettagli sulla tragica aggressione avvenuta il 14 aprile scorso a Tugelaweg, nella zona est di Amsterdam, costata la vita a un uomo. Durante un’udienza preliminare, la Procura ha ricostruito la dinamica che ha portato all’arresto del presunto responsabile, un uomo di 38 anni, dice AT5.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto riferito dal pm, l’aggressione sarebbe scaturita da un acceso diverbio avvenuto poco prima nei pressi di un locale in Krugerplein. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il malcapitato sarebbe stato dapprima investito da un piccolo veicolo (una Canta) e poi immediatamente colpito con almeno due fendenti al collo. Il giorno seguente, una chiamata al 112 da parte della persona che avrebbe aiutato il presunto aggressore ad allontanarsi ha rivelato il probabile movente: un debito non saldato di 400 euro.
Le prove e l’arresto
A carico dell’indagato ci sono riscontri scientifici rilevanti: le tracce di DNA sia della vittima sia del presunto aggressore sono state rinvenute sulla lama del coltello e sul relativo foderone. I filmati di videosorveglianza mostrano inoltre che l’uomo è arrivato nel condominio della madre circa mezz’ora dopo il delitto, dove si sarebbe nascosto fino a quando, nella notte tra il 25 e il 26 aprile, è stato fermato casualmente dalla polizia durante un controllo stradale.
La posizione della difesa
L’indagato, assente in aula durante l’udienza, ha respinto tutte le accuse nel corso degli interrogatori, dichiarando di non conoscere la vittima. Il suo legale ha chiesto la scarcerazione denunciando una presunta “grave carenza di prove” riguardo all’esatto momento dell’accoltellamento, evidenziando l’assenza di testimoni diretti o di filmati che immortalino l’atto finale dell’aggressione.







