Jawed S., l’afgano responsabile dell’accoltellamento ad Amsterdam Centraal dello scorso venerdi aveva considerato l’ipotesi di morire durante l’attentato. A sostenerlo è il suo avvocato Simon van der Woude. Stando al legale, un testamento sarebbe stato ritrovato nella sua abitazione in Germania, dice NOS.

Durante la prima udienza del processo a carico del 19enne è emerso che il gesto del giovane sarebbe stato mosso dalla rabbia per l’iniziativa di Geert Wilders di organizzare un contest su Maometto. A quanto pare Jawed S. non sapeva che il leader PVV aveva annullato la competizione.

Davanti al magistrato, dice ancora NOS, il sospetto avrebbe chiesto perchè è stato consentito a Wilders di insultare il Profeta. Apparentemente questa sarebbe la ragione alla base del gesto.

S. ha chiesto asilo in Germania tre anni fa, ha detto il suo avvocato, va scuola lì e parla abbastanza bene il tedesco: in Germania non ha mai commesso reati e non era noto alla polizia. È musulmano e visita regolarmente la moschea, i suoi genitori sono morti equattro cose sono importanti per lui: Allah, l’Islam, il Corano e il profeta Maometto.

Le autorità tedesche, secondo l’emittente regionale SWR -che servono le regioni di Baden-Württemberg e Rhineland-Palatinate– la scuola aveva notato un cambiamento recente nel ragazzo: si era fatto crescere la barba e aveva adottato un abbigliamento musulmano tradizionale.

La polizia olandese crede che S. abbia scelto le sue vittime a caso e che abbia agito da solo.