Un gruppo di 12 ebrei e sinti olandesi che si erano nascosti durante la Seconda guerra mondiale hanno inviato una lettera aperta ai parlamentari olandesi per esortarli a consentire a 500 bambini provenienti dai campi profughi greci di venire nei Paesi Bassi.

La lettera, firmata anche dal sociologo Abram de Swaan, dalla scrittrice Chaja Polak e dalla giornalista Hanneke Groenteman, arriva poco prima del voto di giovedì su una mozione per consentire ai minori afgani e siriani non accompagnati di venire nei Paesi bassi per sfuggire alle disastrose condizioni di vita dei campi.

Gli autori della lettera hanno sottolineato che 150 autorità locali hanno già dichiarato di essere disposte di accogliere i bambini, ma che il governo ha finora rifiutato di farli entrare, sostenendo che sta aiutando “sul campo”, organizzando case di accoglienza sulla terraferma.

“Siamo stati salvati quando eravamo bambini, da perfetti sconosciuti. Eravamo ebrei o sinti, eravamo perseguitati, e ci siamo ritrovati a doverci nasconderci. Siamo stati aiutati da persone di tutti le fedi, spesso cristiani che pur di aiutarci si sono messi in grande pericolo”, hanno spiegato gli autori nella lettera. Inoltre, sottolineano che per ora non chiamano per tale coraggio o perseveranza, ma “semplicemente empatia e misericordia umana”.

Altri paesi europei hanno già accolto dei bambini rifugiati, tra cui la Germania, in risposta a una richiesta del governo greco di accogliere 2.500 minori non accompagnati che vivono nei campi profughi del paese.

Attualmente, circa 40.000 rifugiati vivono in condizioni disperate nelle isole greche.