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Acciaio inossidabile: così un artista belga propone di ricostruire la guglia di Notre Dame

Notre Dame ha bisogno di essere costruita, ma la burocrazia francese si fa attendere.

Nel mentre, Wim Delvoye, un artista belga, dice di avere un progetto innovativo per recuperare la guglia andata in fiamme l’aprile dello scorso anno. Delvoye ha intenzione di partecipare al concorso internazionale per la ricostruzione di Notre Dame indetto da Edouard Philippe, il primo ministro francese.

L’artista è noto per le sue opere in acciaio inossidabile tagliate al laser. Ha creato camion, betoniere e torri in stile neogotico. Nel 2012 ha inaugurato al Louvre una torre a forma di cavatappi chiamata Suppo ed ispirata all’architettura gotica fiamminga.

Poco dopo l’incendio, l’Eliseo aveva rilasciato la seguente dichiarazione “poiché la guglia non faceva parte della cattedrale originale, il Presidente della Repubblica spera che ci possa aprirsi una riflessione che includa un gesto architettonico contemporaneo”. La guglia, alta 93 metri e crollata nel devastante incendio, fu eretta negli anni sessanta del XIX secolo, quando la cattedrale fu rimodellata dall’architetto Eugène-Emmanuel Viollet-le-Duc.

Ma secondo i principi di conservazione approvati dall’Unesco e dall’Icomos, la guglia dovrebbe essere ricostruita secondo le tecniche tradizionali e dovrebbe ripristinare la forma e il carattere della precedente.

Delvoye ha dichiarato a The Art Newspaper che i funzionari della cattedrale di Notre Dame hanno finora snobbato la sua proposta di ricostruire la guglia del monumento medievale andato in fiamme. “I francesi non sanno che, più aspettano per decidere, più saranno costretti ad affidarsi alla mia tecnica di progettazione in acciaio corten tagliato al laser. Di questo passo, discuteranno sul da farsi della guglia per dieci anni.”

La Commissione Nazionale per l’Architettura e il Patrimonio è in ritardo rispetto al corso di azione. Il provvedimento di ricostruzione doveva essere trasferito dalla commissione al Ministero della Cultura entro la fine dell’anno, per essere poi deciso entro l’anno prossimo.

Alla fine del mese scorso, il cantiere di Notre Dame ha riaperto per far verificare a degli esperti le condizioni di ritorno dei dipendenti.  A partire dal 4 maggio, 50 operai dovevano tornare al lavoro per continuare la rimozione delle impalcature della struttura e riprendere i lavori fermati a causa dell’arresto del coronavirus. Purtroppo, anche qui si è riscontrato un ritardo.

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