Secondo la testata olandese Trouw, lo scorso anno l’Esercito della salvezza ha dovuto pagare i danni a tre vittime di abusi sessuali, minorenni ai tempi dei fatti. Due dei tre casi in questione sarebbero avvenuti proprio per mano di un funzionario dell’esercito. 

Sempre in linea con le dichiarazioni riportate da Trouw, questi non sarebbero casi isolati ma la punta di un iceberg.

Nel 2017 la Geweldsmisdrijven, un’organizzazione semi-governativa che risarcisce le vittime di reati violenti, ha proposto uno schema di risarcimento.

Una delle vittime, Richard Bos, ha riferito a Trouw che di un massimale possibile di circa 30.000 euro di risarcimento danni, ne ricevette solo 2.500. Bos ha dichiarato di essersi sentito ‘umiliato’, soprattutto considerando l’impegno emotivo richiesto dall’atto di denunciare pubblicamente l’accaduto.

In una dichiarazione online, l’Esercito della salvezza ha confermato la vicenda e ha affermato che questa ha avuto luogo negli anni ’70. “In passato, non ci occupavamo di questi casi con la cura che avrebbero meritato. Non offrivamo una guida o un trattamento adeguato alle vittime, né discutevamo delle condizioni per la sicurezza sociale e fisica di queste” hanno poi raccontato nella stessa dichiarazione.

L’organizzazione umanitaria, parte della chiesa protestante, ha affermato che al momento le cose sono cambiate e ci sono dei protocolli molto più dettagliati e precisi che mirano alla prevenzione di questo genere di abusi.