Una ricerca condotta dall’istituto forense olandese NFI, dimostra che sempre più minori, vittime di abusi sessuali, sono entrati in contatto con i loro carnefici tramite i social media. 

L’anno scorso infatti, in più di un quarto dei casi risulta che un primo approccio avvenuto tramite app come Snapchat o Tiktok: un grande aumento, comparato con l’11% del 2019, riporta NOS.

Specialmente ora che la pandemia ha portato i giovani a trascorrere sempre più tempo online, il pericolo è aumentato. Per questa ragione la polizia ha lanciato l’allerta, sottolineando l’importanza di controllare il comportamento online degli adolescenti. 

“I criminali sanno bene come approcciare le loro vittime” ha detto Iva Bicanic, del Centro per la violenza sessuale, che invita a non sottovalutare questo tipo di abuso. I predatori contattano le loro vittime inizialmente chattando di interessi e hobby, ricavando sempre più informazioni e costruendo un rapporto di fiducia.

Raggiunto questo, la conversazione svia verso l’aspetto sessuale, chiedendo loro di spogliarsi o mandare nudi. Spesso, viene richiesto anche un incontro fisico.

La polizia ha notato un ruolo sempre più centrale dei social media nei crimini sessuali, sia nei casi di abusi minorili che su adulti, dice il NOS.